L’IPERCOMPETENTE SEMIDIVINO

L’IPERCOMPETENTE SEMIDIVINO
Come sapete ho denunciato fin dall’inizio della pandemia come i toni della stampa, degli influencer e degli stessi politici assumessero sempre più un marcato accento religioso.
Qui De Luca arriva al logico compimento della parabola: i titoli e i riferimenti sono spudoratamente cristici, e la loro funzione è di rappresentare Mario Draghi come il totalmente altro rispetto ai politici, alla politica e ai bassi istinti umani.
Se l’umana politica è fatta di dialettica, conflitto, visioni contrastanti irriducibili, ecc Mario Draghi non può essere che un essere semidivino, poiché il suo compito è appunto essere oltre le divisioni, gli interessi, le passioni tipiche di noi semplici umani, sempre pronti a frazionarci e combatterci, quando lui è venuto a portare la suprema sintesi che porterà l’unione e la concordia.
Questo è assai interessante perché fonde la figura del ipercompetente (Draghi infatti è il più competente fra i competenti) e quella del re eletto per grazia divina in un nuova figura, che unisce in singolo individuo il sapere unico dato dall’essere il più grande tenico fra i tecnici a quella di essere un uomo al di sopra delle passioni umane, quindi un sapere “scientifico” unico con una saggezza umano-spirituale che solo l’unzione divina può dare.
Se cerchiamo dei paragoni storici simili per tono e metafore, bisogna tornare indietro fino ai discorsi celebrativi degli imperatori romani e ai monarchi illuminati dei paesi europei pre rivoluzione francese.
Comunque la si pensi su questa progressiva divinizzazione delle élite economico-politiche, su una cosa dovremmo essere tutti concordi: la postdemocrazia recupera sempre più modelli comunicativi, immagini e prassi politiche tipiche della pre-modernità, talvolta avvicinandosi al puro e semplice pensiero tribale.
Federico Leo Renzi
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