ll governo di minoranza non è un’alleanza.

ll governo di minoranza non è un’alleanza.

Il governo di minoranza si ottiene astenendosi o uscendo dall’aula al momento del voto di fiducia.

Tutt’altro che un alleanza.
È un atto di responsabilità, un farsi da parte con responsabilità, non è una condivisione di visione politica e nemmeno necessariamente di singoli obiettivi politici.

In questo momento e in queste circostanze contingenti, è la scelta meno dannosa per i seguenti obiettivi:

1) evitare di tornare alle urne e sparire dal creato
2) dare al paese un governo che governi immediatamente
3) mettere alla prova della realtà i populismi astratti
4) dimostrare che, nonostante la schifezza di questa legge elettorale costruita appositamente per ottenere ingovernabilità, la governabilità del paese rimane tra le priorità di quel che rimane di un sedicente centrosinistra.
5) definire politicamente la propria essenza politica profonda, in quanto il Pd e i cialtroni di LeU hanno la seguente alternativa: appoggiare un governo di minoranza di destra o appoggiare un governo di minoranza M5s.

Tra le due alternative ci sono differenze enormi e significative di forma politica che anticiperanno e definiranno le strade e gli indirizzi della loro futura rinascita.
Le altre alternative, stupide che più stupide non è possibile immaginarle, sono: tornare alle urne e sparire dal creato, allearsi con la destra o con il M5s per condividerne ministeri e programmi e posticipare di un pochino la sparizione dal creato.

Ditemi voi ora se queste cose ve le deve dire un anarchico!
Fottuti dilettanti!


 

Il governo Andreotti III del 1976, detto anche “governo della non-sfiducia” fu un governo di minoranza che ottenne la fiducia grazie all’astensione di Psi, Pli, Pri.

Fu fatto per fottere i comunisti e funzionò alla grande.

Oggi il Pd, nella più grande batosta elettorale della storia, ha un potere enorme, paragonabile alla triade Psi, Pri, Pli del 1976.
Ora si tratta di vedere chi vuole fottere il Pd: la destra di Salvini o il M5s.

Anche se mi sembra più propenso a fottere se stesso attraverso il ritorno alle urne o alleanze suicide con gli uni o con gli altri.


 

Inveire sulla stupidità e l’arroganza dei grillini è la nuova strategia della tensione.

Ripeto: Berlinguer, Andreotti e Craxi avrebbero appoggiato un governo monocolore loro di minoranza per metterli alla prova e farli implodere. E sopratutto per scongiurare un governo di destra salviniana.

Invece i nani che hanno governato sino ad oggi preferiscono inserire anche il risultato della volontà popolare nel grande calderone della strategia della tensione, insieme al femminicidio e alla fobia dei mau mau.

Antonio Musa Bottero

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