Lo juventinismo va curato!

Premetto che ho guardato la partita perché mi piace veder giocare la juventus di quest’anno, senza fare il tifo per nessuno se non per il bel gioco.
In genere guardo solo le partite internazionali proprio per evitare di vedere gli arbitri italiani.
Questo non è sport.

Mi ricorda tremendamente Renzifonzi e il Burlesque che raccontano di milioni di posti di lavoro creati.
E non mi dite “è solo un gioco”.

Non è un gioco, è uno sport, lo sport nazionale, e non solo, è una parte importante del nostro patrimonio storico e identitario, il principale fattore mitopoietico della cultura popolare.
Non lo si può trasformare in un volgare imbroglio.

Io capisco la soddisfazione della famiglia Agnelli e quella del Buffon(e) nazionale.

Non riuscirò mai a capire l’esultanza dei tifosi juventini in queste circostanze ridicole.

Ma loro esultano sempre anche quando dovrebbero vergognarsi.
Mi ricordo come esultarono per quel rigore su Boniek tre metri fuori dall’area mentre noi tutti si piangeva i 39 morti dell’Heysel.

Solo Marco Tardelli, disgustato, si scusò pubblicamente per quei festeggiamenti.
Da poco ho visto una partita di bambini, una finale importante, di quelle che un bambino racconta per anni.

A un certo punto l’arbitro assegna un rigore ingiusto.

Il bambino senza lasciar intendere la minima titubanza, tra l’esultanza di pubblico e dirigenti, va a calciare ma calcia il rigore in fallo laterale perché era un rigore ingiusto.

Nessuno applaude, alcuni genitori lo insultano, l’allenatore e i dirigenti s’incazzano come lupi, però i compagni di squadra, uno per uno, si avvicinano e si complimentano con lui.
Un giorno, forse, lo juventinismo verrà curato coi bambini… (anche perché la psicanalisi non ce la può fare).

Antonio Musa Bottero

https://www.youtube.com/watch?v=pU1OoBZ2ujg

 

https://www.youtube.com/watch?v=QI7Sspr_L-Q&feature=share

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