L’OCCUPAZIONE MILITARE DELL’IGNOTO

SALVINI E INSTAGRAM: L’OCCUPAZIONE MILITARE DELL’IGNOTO

Per quanto odi scrivere dell’attuale, credo sia necessario.

Negli articoli prodotti fin’ora ci sono decine di ottime diagnosi su come Salvini utilizzi Instagram, su come le sue foto evochino questo o quell’immaginario, manca però una riflessione sul centro del problema:

perché Salvini usa Instagram come social prediletto per la sua propaganda politica?

Proverò a dare degli spunti, sperando che qualcuno li sviluppi meglio di quanto potrei fare io

1- Il motivo più elementare: Twitter è pressoché monopolio della sinistra, facebook è il social prediletto dei M5S.

Salvini ha occupato di prepotenza il social che le altre forze politiche dello Stivale hanno lasciato sguarnito.

2- Instagram è il più immediato e pop(ulista) fra i social.

Foto e stories di Instagram sono quanto di più semplice da produrre a facile da fruire proponga il mondo dei social.

Catturano immediatamente l’attenzione, richiedono interazioni rapide, suddividono nettamente il pubblico fra lovers ad haters, arrivano ad occupare l’immaginario anche di chi è indifferente o si oppone alla propaganda del ministro dell’Interno.

Un post politico su fb per attrarre l’attenzione deve essere superiore alle 4 righe, e per chiunque mastichi un minimo di marketing di fb sa che oltre le 4 righe (ancora peggio quando per scorrere un post si deve cliccare “continua a leggere”) la possibilità che il post venga letto si assottigliano drasticamente.

Twitter è problematico per un altro motivo: rispetto ad un testo di partenza striminzito, le discussioni sotto lo stesso tendono ad essere lunghe ed estenuanti, scoraggiando un pubblico non fidelizzato o abituato a lunghi confronti fra opinioni diverse.

3- Instagram è la vittoria dell’immagine sullo scritto, dell’immediato sul ragionato, dell’emozionale sul riflessivo.

Instagram è estetica allo stato puro, e questo si sposa perfettamente con l’idea che ha della politica Salvini: per il ministro dell’interno l’agire politico è azione estetica, dimostrazione di forza muscolare, risoluzione immediata e volontaristica di problemi strutturali (lo sgombero del Baobab=risoluzione problema immigrazione o l’abbattimento della villa dei Casamonica= risoluzione problema mafia straniera per capirci).

4- Corollario del punto precedente, Instagram premia il camaleontismo, l’abilità di cambiare continuamente scenario e maschera.

La velocità con cui Salvini cambia felpe nell’arco di una settimana (talvolta persino nell’arco della stessa giornata), la capacità di inserirsi in scenari e ambienti diversi ed apparire sempre a suo agio (dalla mensa della polizia alla piazza, fino ai selfie intimisti in camera sua) sono le abilità professionali richieste a chiunque voglia usare Instagram per fare l’influencer.

5- Estensione e problematizzazione del punto precedente. Salvini è il politico che mostra con maggior frequenza e senza -apparentemente- alcun disagio propria vita privata.

Per lui privato e pubblico non sono separati, ma un tutt’uno, entrare in uno ed uscire dall’altro sono un mero cambio di sfondo.

Questo è a sua volta tipico della psicologia dell’influencer, che è tanto più efficace quanto più rompe le barriere fra intimo e pubblico.

spero di aver dato qualche elemento su cui riflettere.

Federico Leo Renzi

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