L’odio per Travaglio curato con la psicanalisi.

Marco Travaglio:

“Se non vogliono stare né con chi ha rovinato l’Europa né con chi vorrebbe distruggerla definitivamente, ma con chi vuole cambiarla seriamente, i 5 Stelle dovrebbero cambiare linguaggio e uscire dall’infantilismo che ieri ha portato Di Maio a mandare a quel paese Draghi, cioè l’unica autorità europea che non fa campagna elettorale contro l’Italia e tenta, per quel che può, di aiutarla. Dargliene atto e comportarsi di conseguenza, magari iniziando a pensare a una patrimoniale, non significa ritirare o stravolgere la manovra, cedere ai diktat dell’Ue, dei mercati e dello spread, rinunciare a dialogare con la Russia (lo chiede anche Prodi, molto più “amico di Putin” di Salvini, che manco lo conosce) o con Trump (chi si scandalizza per la sua telefonata a Conte dimentica 70 anni di alleanza con gli Usa e i salamelecchi di Gentiloni a The Donald) o con la Cina.
Significa guardarsi dai veri nemici, distinguerli dagli amici insospettabili, parlare un linguaggio da statisti e non da asilo Mariuccia o da osteria, smetterla di fare gli struzzi per esorcizzare la dura realtà dei numeri. Cioè fare gli interessi del tanto strombazzato “popolo”.

Capite perché Travaglio è odiato da tutti? (non antipatico, odiato!)

Perché schiumano veleno su di lui da estrema destra sino a estrema sinistra?

Semplice! Perché i partiti italiani amano i Rondolino, i Vespa, le Gruber, i Formigli, i Giannini, i Bellu, amano la loro fedeltà incondizionata alle contrade di appartenenza.

Ma il discorso non è così semplice.

Gli odiatori di Travaglio non si trovano solo tra i partiti politici e tra la rete capillare di bootlickers che scodinzalano intorno alle reti di potere dei partiti.

Gli odiatori di Travaglio si trovano tra gli uomini comuni e semplici, tra gli intellettuali non particolarmente servi e funzionali, tra i movimenti di base.

Non me lo spiego. Deve essere come la depressione e le varie psicosi che colpiscono tutti, a prescindere dall’estrazione sociale e culturale.
Chissà!

Un giorno anche l’odio per Travaglio verrà curato con la psicanalisi.

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