LOTTA CONTRO L’INGIUSTIZIA SOCIALE

CON DRAGHI I MORTI NON (SI) CONTANO PIU’

Oggi sono morte causa Covid 434 persone.
Con numeri del genere l’anno scorso eravamo in panico generale: si parlava di stillicidio, di apertura di fosse comuni, ecc oggi invece il dato non fa sobbalzare nessuno.
Questo è possibile perché la morte per Covid è privilegio dei novax (quindi muore solo chi sceglie di morire) e dei cosidetti fragili, che in due anni sono passati da categoria da proteggere ad ogni costo a vittime assassinate da novax (secondo il governo infatti è colpa dei non vaccinati se muoiono i vaccinati fragili), e quindi per proteggerli bisogna quarantenare i novax mentre si lasciano liberi i vaccinati d’infettarsi ed infettare.
Questo cambio totale di narrazione, questa accettazione di migliaia di morti pur di non rallentare in alcun modo la crescita economica è considerata perfettamente normale dai media mainstream e dai sostenitori dell’attuale esecutivo: Draghi è il più competente fra i competenti, se ha scelto questa linea qui significa che è la migliore delle opzioni possibili.
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LA LOTTA CONTRO L’INGIUSTIZIA SOCIALE AI TEMPI DELLA TECNOCRAZIA

In questi due anni di pandemia le sofferenze sociali sono state enormi e poco-nulla rappresentate dei media filogovernativi, e fra queste sofferenze quelle delle donne (specie se povere) sono state quelle di cui il potere non si è minimamente preoccupato.
L’abbiamo denunciato più volte, quindi è inutile ripeterci.
Quello che ci interessa è come la tecnocrazia draghiana pensa di affrontare questa ingiustizia sociale: attraverso risarcimenti simbolici.
Dalle mascherine rosa alle forze dell’ordine per “sensibilizzarle” al tema della violenza di genere, passando per la promozione della donna imprenditrice, l’idea dei migliori è semplice:
lo stato non deve metterci un soldo, le aziende non devono pagare un solo euro di tasse in più, tutto quello che si deve fare è empowerment della figura femminile nei mass media.
In questo contesto ecco sorgere il colpo di genio:
se Draghi deve essere il deus ex machina della politica tricolore per il prossimo decennio, ad affiancarlo nella sua opera di distruzione sistemica della democrazia e del welfare state ci deve essere una donna.
Poco importa che la donna in questione di fatto svolga un ruolo meramente ancillare di volto “dolce” ed “empatico” del pugno duro di Confindustria e della finanza contro le classi meno abbienti, basta che il volto sia femminile.
Questa idea si basa sulla natura del postpatriarcale, posteteronormativa, ecc del tardocapitale… dismessi i tabù arcaici misogini, omofobi, razzisti provenienti dalla cultura pre-capitalista, il tardocapitalismo apre i suoi ranghi a tutti i competenti e i ricchi di qualunque genere, orientamento, etnia, religione, ecc essi siano: il collante ideologico infatti è dato dal loro comune odio nei confronti dei poveri, dallo loro avversione nei confronti della democrazia rappresentativa e del concetto di stato redistributivo.
Federico Leo Renzi