“Lovesong di Egle Picozzi” al Liceo Artistico C.Contini

Nell’ambito del progetto SECONDO PIANO, la scuola ospita i giovani artisti, il Liceo artistico Carlo Contini di Oristano, in occasione dell’8 marzo, Festa della Donna e in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità – ospita la mostra antologica dell’artista Egle Picozzi dal titolo lovesong. L’esposizione, con video, fotografie e istallazioni edite e inedite, verrà inaugurata mercoledì 8 marzo alle ore 9.30 e sarà visitabile fino a venerdì 31 marzo. La mostra, che occuperà tutto il II Piano del Liceo, proporrà un vero e proprio viaggio, ironico e spietato allo stesso tempo, nell’universo femminile attraverso gli occhi di MuMush, alter ego dell’artista e prende il nome dal video lovesong, un’opera caratterizzata da un barocco funereo e trash, pre e postmoderno, un memento mori di coppia, per un’ironica e irriverente autobiografia.

L’eroina vive una vita parallela nutrita di desiderio e alienazione, abitata da fantasmi minacciosi e suadenti, feticci morbosamente evocativi di passioni, frustrazioni e desideri.

E il candido abito da sposa diviene, al contempo, metafora di un eroismo-erotismo negato e travestimento per compiacere il desiderio maschile e le convenzioni sociali che, ancora, troppo spesso, imbrigliano il corpo della donna: corpo offerto a un amante inesistente, all’“impossibile amore” di dickinsoniana memoria.

Decisamente più intimo e sofferto è, invece, il progetto SM, un acronimo ambiguo che, tuttavia, una volta sciolto, rivela la sua doppia natura, ironica e drammatica al contempo.

Prende il nome, infatti, dalla malattia che da qualche anno condiziona i suoi stati d’animo e le sue condizioni fisiche: la Sclerosi Multipla.

L’artista utilizza la fotografia come terapia, attraverso il medium fotografico gioca con la malattia, impara a conoscerla, ad accoglierla, a studiarla e, in una dimensione intrisa di utopia, cerca di guarirla.

Allestisce ironici teatrini nei quali invita la malattia a giocare con dolcezza, palesandone icasticamente le evoluzioni che coinvolgono tutte le funzioni del suo sistema nervoso.

Ne ripercorrono, in chiave tragicomica, le fasi di ricaduta che, di volta in volta, si manifestano in episodi di diplopia, di  infiammazione ai nervi facciali, di emiparesi e di iperacusia, di fasi di rigidità o improvvise scosse che, a momenti alterni, attraversano il suo corpo dalla testa ai piedi.

La fotografia è lo strumento indispensabile per istituire un dialogo silenzioso con questa invadente compagna di viaggio: un esorcismo estetico mediante un rito apotropaico tecnologico e contemporaneo.

Non mancherà, assieme ad altre opere, anche un riferimento all’istallazione che, alcuni mesi fa scandalizzò alcuni cittadini oristanesi e che venne rimossa dalle strade, suscitando l’attenzione dei media nazionali: in una camera da letto e nel salotto “buono” di uno più prestigiosi palazzi ottocenteschi dell’Oristano neoclassica, due coppie, una femminile e una maschile, posano per la foto di rito nel giorno delle nozze, posano in una posa sospesa, infinita, come infinite erano le pose dei pionieri della fotografia e infiniti appaiono i tempi a coloro che i diritti non li hanno.

Tutto è calibrato, simmetrico, c’è l’ordine, la pace, c’è quella dimensione gozzaniana da molti aborrita ma, paradossalmente, a molti negata. C’è una castità e una normalità che confliggono con gli stereotipi della “diversità” tutta piume di struzzo e paillettes e, al contempo, c’è quella sottile ironia che, viceversa, stigmatizza e rende stucchevoli gli stereotipi della “normalità”. Le spose e gli sposi esprimono un’intensa carica poetica e, insieme, una netta posizione politica che condanna e inchioda alle proprie responsabilità quanti, ancora, costringono uomini e donne a “caritare” un’agognata laicità e il diritto a un’affettività condivisa e, solo in parte e ancora con molte difficoltà, riconosciuta.

L’iniziativa costituisce il prosieguo del progetto scolastico SECONDO PIANO, destinato a ospitare eventi espositivi di qualità rivolti sia alla popolazione studentesca sia ai cittadini tutti, fornendo agli attuali studenti la possibilità di cimentarsi in attività allestitive e critiche quali potenziali possibilità professionali una volta portato a termini il percorso scolastico e a ex alunni, tra i quali anche Egle Picozzi, di ritornare all’interno delle mura scolastiche da protagonisti.

apertura 

8 – 31 marzo 2017, inaugurazione mercoledì 8 marzo, ore 9.30

Mattina: dal lunedì al sabato, ore 9.30/13.00 – Pomeriggio: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, ore 15.30/18.00

N. B.: ingresso libero – scolaresche su prenotazione

Il Dirigente Scolastico

Il Docente referente                                                                                                                                                           Prof. Franco Frongia

 Ivo Serafino Fenu

   

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