Luca Rossi ad Elena Mazzi: professionale ma non cercare la professionalizzazione

Luca Rossi: professionale ma non cercare la professionalizzazione

Cara Elena Mazzi,

immagino che il riferimento alle critiche ricevute fosse indirizzato anche a me.

Il problema non è lo IUAV (che anche legittimamente cerca di sostenere i propri studenti) ma un sistema formativo fallace in Italia (gravemente) come anche all’estero.

Questo “fallimento” (non tuo ma del sistema formativo che hai frequentato) si può capire dai contenuti proposti, da te, come da altri artisti.

Non c’è consapevolezza.

A cosa serve il tuo video?

Nell’intervista dici “a cambiare il futuro”.

Ma come può cambiare il futuro un video che verrà visto da addetti ai lavori e distrattamente da qualche turista di passaggio?

Una puntata di Report, anche rimanendo in Italia, può fare 1000 volte di più! Per non parlare di tutte queste collaborazioni con scienziati e del desiderio di voler toccare mille temi e mille problematiche.

Altro problema:

Presentare i problemi può diventare l’alibi per non fare nulla.

Come pagare 2 euro per i bambini africani e sentirsi a posto con la coscienza.

Altro problema:

Le persone che ti hanno selezionato, lo fanno dopo un’analisi superficiale che fa il male di tutti, perché non stimola né te né quelli che non sono stati selezionati.

Ed ecco spiegata la situazione mediocre in cui verte l’arte italiana negli ultimi 20-25 anni.

Da sei anni non mi limito a criticare, ma sviluppo anche vie alternative che se riportate in scala maggiore potrebbero aiutare la situazione.

Ma vengo sistematicamente ostracizzato.

Tempo fà , insieme ad un mio collaboratore, scrissi a Cesare Pietroiusti, relativamente ad un progetto, costui non mi rispose; mi ha risposto solo qualche giorno fà per rivendicare i mio commento “pepato” relativo alla tua partecipazione alla biennale.

Ecco, in Italia bisognerebbe iniziare ad avere un atteggiamento più aperto, onesto e leale.

Cosa che io ho sempre avuto, anche considerando quelle situazioni in cui ho dovuto reagire ai continui ostracismi e censure.

Ultima cosa: non bisogna più andare all’estero, smettiamola.

Ogni luogo è internazionale per definizione.

In Italia si può fare e c’è da fare tantissimo!

A partire dalla formazione degli artisti per arrivare alla creazione di opportunità per il pubblico.

Sii professionale ma non cercare la professionalizzazione, che ti porterà all’estero a competere con artisti più forti solo perché maggiormente sostenuti.

Luca Rossi

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