Luca Rossi: Lo IUAV e il mio livore.

Luca Rossi: Lo IUAV e il mio livore.

 

Attenzione perché sto scrivendo un commento pieno di livore e invidia.

Lo dico subito così evitiamo le solite contro argomentazioni che sento da sei anni.

Strano che la Elena Mazzi abbia studiato alla IUAV.

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“Itaca”, Elena Mazzi

Vengo proprio adesso da Facebook, dove Cesare Pietroiusti partner di Carolin e che insegna allo IUAV, incensa le qualità pittoriche della giovane artista Serena Vestrucci, altra studentessa dello IUAV.

La Vestrucci viene paragonata a Fontana (!!!) per aver riattivato elementi solitamente fissi ( secondo Pietroiusti questo deve fare l’artista).

In realtà i dipinti della Vestrucci sono disegni o pitture fatte con i trucchi, non si capisce a cosa si riferisca il bel Cesare.

Ovviamente ho esposto queste perplessità, chiedendo a cosa si riferisse Pietroiusti, e i miei commenti sono stati rimossi da qualcuno…(grandizzzzzzzimi…)

Ma torniamo a Elena Mazzi, riporto da un suo progetto negli USA:

“Moving memories è un archivio temporaneo di storie quotidiane.Solamente per un giorno, gli abitanti del quartiere della Mission di San Francisco (area latino americana della città) hanno avuto l’opportunità di condividere un’area territoriale situata all’incrocio tra Mission street e la 21esima.L’artista italiana Elena Mazzi, in collaborazione con le performers Violeta Luna e MamaKoalt Chantiko, il quotidiano El Tecolote, e l’organizzazione Shaping San Francisco, e con la partecipazione di Amy Franceschini, ha creato un archivio vivente del quartiere della Mission”.

Queste modalità partecipative e di lavoro sono a dir poco reiterate.

Sono sempre le medesime pratiche, e i medesimi progetti che vediamo da 25 anni in tutte le biennali del mondo!

E a loro volta queste intuizioni provengono dalle avanguardie moderniste degli anni 60!

Non si riesce proprio ad uscire da un ruolo di artista ormai asfittico che resiste solo perché difeso da luoghi e pubbliche relazioni.

E ovviamente non importa nulla a nessuno (non esiste un pubblico), quindi può succedere di tutto, e la Carolin è sempre bravissima.

Poi come è terribilmente spiacevole dire “ho conosciuto Elena a Venezia con Jimmy…” …in italia bisogna “conoscersi prima“, ma non esiste la voglia e la capacità di conoscere e approfondire veramente…Elena Mazzi deve venire presentata da Jimmy Durham, ecco che allora la sua opera merita attenzione…pratiche allucinanti…che in italia trovano terreno fertile.

Lo IUAV per sopravvivere deve far vedere che i suoi studenti “fanno carriera” anche se queste apparizioni sono fuochi di paglia.

Il giovane artista, come Mazzi o Vestrucci, partecipa ad un ruolo di artista che parte già di per sé con le gambe tagliate.

Forse servirebbe un riflessione profonda sulla formazione di questi artisti. Destinati ad essere tronchetti sacrificali per il fuoco del sistema.

Che dire poi degli altri artisti invitati da Carolin?

Tutte scelte veramente coraggiose.

Io penso che in Italia nessuno abbia veramente voglia di approfondire, e questo da anni.

E questo demoralizza e disincentiva la ricerca e la qualità dei più giovani.

Cè una fuga non all’estero ma verso altre materie che non siano l’arte contemporanea.

Gli artisti di queste scuole sono sempre più omologati e impauriti. Responsabilità anche loro ma anche di scuole e contesti inadeguati.

 Luca Rossi

 

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