L’unione terapeutica

La medicalizzazione di ogni rapporto sociale ha trasformato la coppia da legame creato in vista di una progettazione di una vita di realizzazione condivisa, ad unità di supporto psicologico di base: l’unione non viene più intesa in vista del conseguimento di obbiettivi e valori comuni, ma come cura perpetua di disagi psichici precedenti all’instaurazione della coppia, che il partner è chiamato a guarire.

Questa visione presuppone all’origine una concezione dell’uomo non come soggetto autonomo che si lega al prossimo per propria volontà, ma come eterna vittima alla perpetua ricerca di un terapeuta che curi la sua malattia:

l’altro quindi diventa una pura proiezione dei bisogni della propria malattia, e viene valutato in base alla capacità di soddisfarli.

Il dato di fatto che questa concezione dei rapporti umani li renda sempre più brevi ed infelici, non sembra dar luogo ad un ripensamento dei presupposti: come naufraghi pur di non affogare ci aggrappiamo a qualunque cosa galleggi, senza chiederci se questa è in grado di sopportare il nostro peso.

Federico Leo Renzi

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