L’urlo afono dell’isola

 

 

 

Qualcuno disse che questa terra è morta urlando, io aggiungo che la cosa triste è che non l’abbiamo sentita gridare.

Esattamente non ho mai avuto idea di cosa potesse significare perdere tutto il lavoro di una vita in 24 ore di pioggia.

Poi ho visto.

Vedere uomini adulti disperarsi non tanto perché quest’anno non avranno il tanto agognato raccolto, non tanto perché hanno visto i loro animali soffrire e morire o perché le loro aziende sono semi (o completamente) irraggiungibili a causa dei crolli delle strade e dei ponticelli troppo spesso pensati per una terra che non più di 20 anni fa veniva data, seppur lentamente inesorabilmente, in desertificazione; quanto per la certezza di dover fare a meno dei collaboratori di una vita, di non poter più permettersi di retribuirli e di dover per forza mandarli a casa.

Certo, qua non si parla dei migliaia di operai FIAT, né dei centinaia di quelli dell’ euroalluminia o della rockwool; si parla di qualcuno, si parla di decine, si parla di singoli, si parla di esseri umani.

Essere uomini, avere empatia e dimostrare solidarietà è facile da dietro una tastiera o davanti ad una televisione.
No, non vuole essere il solito pensiero su chi ha fatto cosa e chi no, ai posteri lascerò l’ardua sentenza.
È solo un fulmine a ciel sereno, un idea malsana: ma organizzarsi?

Capisco l’importanza della SS195 e apprezzo tutti gli sforzi fatti per farla riaprire in tempi record, non capisco come possa essere possibile che altri posti siano completamente irraggiungibili, comunità bloccate o semi bloccate con sindaci inetti ed incapaci che “non si prendono la responsabilità” di fare determinati lavori d’urgenza.

La domanda è semplice:
allora perché sei il sindaco?

Sarebbe bello vedere le istituzioni, o quello che rimane di esse, lavorare fianco a fianco per la ricostruzione, non per quella febbre di voti che in molti hanno e che hanno contratto grazie all’incredibile coincidenza alluvione-elezioni, ma per una semplice questione di morale, di empatia, di orgoglio personale, di spirito di fratellanza…

Nel frattempo pare che debba ricominciare a piovere e io spero che Dio o chi per lui non voglia darci il colpo di grazia.

Qualcuno disse che questa terra è morta urlando, io aggiungo che la cosa triste è che non l’abbiamo sentita gridare.

Andrea Locci

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