Ma | re - Roberto Pireddu

Ma | re – Il ricordo del grande Poetto nella fotografia di Roberto Pireddu

Ma | re“. L’immaginario del Poetto, la sua vecchia gloria riflessa negli occhi di chi la conserva nella memoria e si sente scoraggiato e inerme nel confronto con ciò che vede oggi. Questo è ciò che trapela dalla nuova serie del fotografo cagliaritano Roberto Pireddu, un progetto per cui è nata una campagna di Crowdfunding di cui ci parlerà lui stesso.

Nella tua nuova serie “Ma | re” racconti il Poetto, ciò che è stato e non è più. Parli di rabbia, delusione e rassegnazione da parte dei cagliaritani. Come nasce la serie e quale il messaggio che vuoi esprimere?
La serie nasce soprattutto dal mio bisogno personale di ritrovare il Poetto. Quella spiaggia che ho potuto conoscere quando ero poco più di un bambino e di cui mi sono innamorato. Quella spiaggia dove sono cresciuto e che fa da background ai ricordi più belli della mia vita fino ai vent’anni. Quella stessa spiaggia per cui ora soffro vedendola, dopo tanta gloria, in uno stato di abbandono come un vecchio che non ha più la forza di combattere.
Parlo di rabbia, delusione e rassegnazione perché voglio che, finalmente, questi stati d’animo non rimangano più nei cagliaritani alla vista nel nostro litorale. Voglio rappresentarli per poterli esorcizzare e poter dire finalmente, una volta per tutte, tutti insieme: basta! Il Poetto, infatti, non è solo mio. E’ di tutti noi.

Ma | re - Roberto Pireddu

Dal tuo progetto sembra scaturire una visione pessimista rispetto a una possibile rinascita del Poetto. I tuoi soggetti tengono in mano i loro ricordi nella desolazione e l’abbandono che oggi caratterizza il lungo arenile. Non c’è dunque speranza?
Come si dice: la speranza è l’ultima a morire. Lo è anche per me nonostante abbia creato una serie fotografica effettivamente caratterizzata da una visione pessimista. Il problema è che ci dobbiamo scontrare con la realtà dei fatti. Al momento la situazione che si presenta davanti è questa e la verità è che non si è fatto abbastanza per fare in modo di uscire da questa condizione. I miei scatti testimoniano e documentano, anche se da un punto di vista emozionale, “solo” questo.

Ma | re - Roberto Pireddu

Una foto ritrae una bambina che, per forza di cose, non ha conosciuto lo splendore della spiaggia. Alle sue spalle il mare non c’è. Cosa significa?
Una spiaggia senza mare è un paradosso. Noi sardi sappiamo bene cosa questo significhi visto che siamo tutti nati e cresciuti in prossimità del mare. In quella foto la sua assenza è una metafora che vuole evidenziare come le nuove generazioni, a differenza di quelle passate, se si continuerà di questo passo, non conosceranno mai la vera bellezza del Poetto: la sua acqua cristallina, il suo fondale basso per decine di metri e la sua sabbia bianca finissima. In tutti i ritratti presenti nella serie tranne in quello della bambina, infatti, alle spalle dei soggetti si vede sempre una porzione di specchio d’acqua proprio a rappresentare il fatto che solo le vecchie generazioni sono custodi del ricordo del glorioso passato del Poetto che rischia di rimanere tale.

Ma | re - Roberto Pireddu

Ossimoro bianco e nero – mare. Come mai questa scelta?
Il bianco e nero è l’ambiente in cui penso di poter esprimere meglio la mia fotografia. Il mare, invece, non potrei mai concepirlo con un colore che si discosti dal blu. Inevitabilmente, il collegamento fra monocromia e mare è il concetto di ricordo che il bianco e nero ha la capacità di conferire all’argomento trattato. Allo stesso modo, spogliando una fotografia dal peso e dalla distrazione dei colori, si è costretti ad analizzarla in una chiave più sentimentale dando maggiore importanza al suo significato.

Ma | re - Roberto Pireddu

La serie esce in contemporanea con l’inaugurazione del nuovo Poetto pedonale. Cosa ne pensi? Credi che il volto della spiaggia possa cambiare se non oggi nel prossimo futuro?
Personalmente sono favorevole al nuovo Poetto pedonale e sono curioso di assistere all’inevitabile cambiamento nelle abitudini dei cagliaritani. Mi piace l’idea che finalmente il lungomare possa essere liberato dal traffico automobilistico e venga dedicata maggiore attenzione alla spiaggia intesa come risorsa viva oltre che come ambiente da salvaguardare. Se anche gli abitanti, nel loro piccolo, contribuissero nel rendere tutta la zona del litorale più “green”, rinunciando, per esempio, alla propria automobile per recarsi al mare e optassero per l’utilizzo di mezzi che qui da noi in Sardegna sono ancora una seconda scelta (parlo del servizio di trasporto pubblico urbano, ancora poco adoperato nonostante sia considerato uno dei più eccellenti a livello nazionale), sarebbe una grande conquista per Cagliari in senso civico. Il cambiamento deve partire anche da noi stessi se vogliamo riportare il Poetto al suo vecchio splendore.
Ovviamente credo che le stesse amministrazioni dovrebbero assolvere al loro dovere mettendo il cittadino nelle condizioni favorevoli al cambiamento creando una rete di servizi che permetta di fruire il lungomare in maniera efficiente e incentivando i trasporti pubblici che permettono di raggiungere il litorale. Spero con tutto il cuore che l’opera pedonale sia solo l’inizio di una vera e totale riqualificazione del Poetto.
La serie fotografica esce in contemporanea proprio per questo motivo: non vorrei che, una volta ultimata la pedonalizzazione, ci si sentisse arrivati o soddisfatti con il rischio di sprofondare in un periodo di stallo logorante e dannoso come quello in cui si era precipitati nel maledetto 2002, anno in cui fu realizzata la disastrosa opera di ripascimento che ha cancellato la bellissima sabbia bianca finissima tanto cara a noi tutti.

Ma | re - Roberto Pireddu

Dal progetto, o per il progetto, nasce una campagna di crowdfunding. Con quale scopo? Che destinazione avranno i fondi ottenuti?
La campagna di crowdfunding nasce dal progetto e per il progetto. Come un bisogno e una necessità comune. Una cara amica, quando le ho mostrato in anteprima le fotografie mi ha fatto un bellissimo complimento affermando che questa serie sia un patrimonio di tutti. Questo mi rende felice e voglio credere, nel mio piccolo, di essere riuscito a dare il “LA” con questa iniziativa e che la mia voce, con l’aiuto di tutti possa diventare un coro che, educatamente e sentimentalmente, denunci quanto siamo stanchi di vedere la nostra spiaggia ignorata, bistrattata ed abbandonata a sé stessa. Una rivolta pacata che, con la nostra rabbia e la nostra delusione nell’osservare il perpetuare di questa condizione possa arrivare a tutti. A tal proposito, prendo in prestito da Helen Keller una sua famosa citazione: “Da soli possiamo fare così poco; insieme possiamo fare così tanto”.
I fondi ricavati saranno destinati alla realizzazione delle stampe delle opere e alla messa in moto della macchina organizzativa; esposizioni itineranti che si svolgeranno nel territorio cagliaritano e che spero riescano ad arrivare addirittura fuori dai confini della Sardegna, vista la cospicua presenza di nostri conterranei in giro per la penisola.

Barbara Picci

LINK UTILI:
Ma | re – Campagna di crowdfunding
Ma | re – Video Youtube
Ma | re – Sito web
Ma | re – Facebook fan page

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