“Mai cedere” di Mauro Atzeni

Mai cedere!

Se qualche anonimo, parlando di Accademie, con il naso sempre più lungo, proponesse in chiave politica un “dopo di noi”guardando come sempre verso le banche, attraverso artifici e raggiri diversi circonvenendo la platea dei disattenti, sarebbe difficile crederci!

Da Monti in poi le banche hanno assunto, fraudolentemente il potere non suffragate dall’elettorato e nelle accentuate esosità tra ingiunzioni su insolvenze smantellano lo Stato Sociale, evitano tra rigide regole di dover osservare con occhio critico una povertà che sempre più diventa miseria e al cui interno proliferano troppe piaghe sociali ………

C’è qualcuno che questo malessere non auspica proponendo la soluzione culturale dell’istruzione condivisa all’interno della quale la passione per l’arte trova un élan vitale che può diventare lavoro evitando il logorio fisico e mentale della persona.

Verso svolte proficue occorre perciò creare nuove strategie d’intervento, nella debita considerazione che le risposte alla richiesta collettiva di un intero Istituto, quella del liceo Artistico Foiso Fois e della collettività tutta tarderanno ad arrivare, considerando le promesse esaurite nelle uniche comparse politiche mai consolidate negli impegni assunti.

Comparse inafferrabili negli impegni, scivolose nella presentazione che dal punto di vista della tangibilità effettiva nello scadenzario delle date rimanda alle calende greche, identificando una forte neghittosità politica!

Un qualcosa che, a dirlo con la presentazione ed il ricevimento ottenuto, quasi per grazia ricevuta, lascia ridicolamente presumere che in un futuro incerto gli impegni potrebbero essere inseriti in agenda di un ipotetico O.d.g. Verrebbero forse risolti previo superamento degli annosi ed incresciosi ostacoli da parte burocratico-politica con capitoli di bilancio e voci di spesa all’interno di una serie di priorità amplificate all’opinione pubblica ignara, non note se non alla governance, presentate in modo spaventosamente elefantiaco con richiesta finale di un moltiplicatore impegni pecuniari collettivi, dove gli amuleti apotropaici non sortirebbero effetto.

Le istanze, non accolte da questi temporeggiatori da Istituto del Rinvio con in tasca il taccuino dei dimenticatoi, traducibile per loro in una sorta di di cahiers des doleances sui quali blaterare, speculando pecuniariamente privilegi feudali indelebili su una assimilabile richiesta plebea, difficilmente troveranno seguito.

Subire quindi tutto quanto ci viene propinato, sapendo infinita la scalata delle rinunce, dove anche diritto allo studio e partecipazione sociale costituzionalmente sanciti passano in secondo piano per motivi di aspirazione e speculazione entro recinti di idrovore bancarie?

In Sardegna la pletora delle discussioni alimenta inesorabilmente un tariffario incolmabile dove cittadini e piccole e medie aziende fanno fatica a sopravvivere e dove la Questione Meridionale Gramsciana puntualmente riverbera la propria eco, su distanze ora non ferroviarie, dove il depauperamento risulta culturale e non boschivo, cosi come la continuità territorio-culturale non verrà colmata.

La Sicilia da alcuni menzionata come regione con diverse Accademie vive la cultura quotidiana in modo intenso, dove gli artisti diventano protagonisti e i siti archeologici sono la notte illuminati a giorno.

Se tale principio venisse adottato nella nostra isola, il circuito luminoso corrisponderebbe a una precisa mappa di Atlantide visibile dal satellite! “Strategie” poiché la mente dell’artista nella necessità impellente del riscontro attivo volendo naviga creando dei contraccolpi spesso pesantemente accusati dalla controparte, quali atti unici o serie ripetuta, dove in una catarsi purificatoria tutto si rigenera a danno dei tiranni aprendo nuovi spazi e creando nuova luce.

Non tutto è negativo!

Vedo, nella controffacciata sociale alla negazione dei diritti costituzionalmente quesiti, un positivo e importante momento di aggregazione spontanea e vivacemente attiva.

Penso al periodo delle occupazioni studentesche quando con l’appellativo di barricaderos si compariva nelle prime pagine dei giornali, verso un fine lecito per una giusta causa.

Però, nella mia strana abitudine a dover fantasticare entro una anologo rationis tipicamente Baumgartiana penso alla storia che insegna.

Dove la figura dello stato nella effige Platonica corrisponde a quella della nostra anima, in cui l’Auriga governando i cavalli rappresentanti gli stati della persona conferisce il ruolo sociale di appartenenza nei gradi della conoscenza, trova spazio la consapevolezza che la maieutica rappresenta il sistema con cui indicare la via senza peraltro mai dover alcuno strumentalizzare, deontologia ed etica dovendo regnare sovrane.

I giovani che si apprestano a diventare elettorato attivo devono criticamente fare perno sulla storia, quella di lungo periodo scritta da Fernand Braudel ma anche la storia dei raccordi sociali in favore di una rivoluzione di idee,spesso e purtroppo pagata ad alto prezzo ora evitabile con la strategia .

Amo la Storia dell’Arte e divagando ma stando all’interno dei nostri confini pensiamo ai Comunardi di Parigi dove diversi Artisti, Scienziati e filosofi, poeti maledetti poi riabilitati, tra i quali un anagrammare un Pauvre Lelian ancora attuale, trovarono l’unione, poi purtroppo massacrati da un potere subdolo.

Non meno importante il colpo unico strategicamente inferto da Chardin all’arte elitaria nell’insegna di Gersaint e con la Razza mutando i generi artistici nell’importanza rivestita.

Tutta l’arte, ancora di più nel contemporaneo, produce gli effetti prefissi con happening, Performances e altro!

Su tutto, nei dovuti sacrifici, il problema maggiore resta quello delle insidie e dei mascheramenti dove tra Massoni andati a favore della aperture di Accademie e aporie dei sofisti contemporanei in cui la classicità ripropone il genere umano, nelle sue frange e smorfie quotidiane nella droga per il potere certi sciacalli sniffano…, spazi di allocazione politica.

Quando a governare restano banche e speculatori, Chumpeter dove i beni e servizi si trasformano in altri beni e servizi non potrà avere seguito a causa della morsa fiscale.

Dove l’arte e la società legano contro le infamie e i soprusi ma, non con la politica da ritenere un ipertrofico blocco di potere e di intervento finanziario speculativo, nasce la volontà e la spinta

Credo che quanto avvenuto sia foriero di mutamenti sociali positivi. L’anno scolastico che verrà porterà nuove proposte d’intervento.

Spero che l’azione di protesta avvenga come fin’ora nell’insegna della non violenza.

Tradurre esemplificando nel metodo il modo aggregativo conduce alle azioni della rivoluzione di velluto a Praga ed è quanto resta da fare in chiave attuale, sperando che il tutto produca i suoi effetti!

Mauro Atzeni, Scultore e Docente di Discipline Plastiche

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