MAI SMETTERE DI PRETENDERE UN’ACCADEMIA A CAGLIARI

MAI SMETTERE DI PRETENDERE UN’ACCADEMIA A CAGLIARI

L’Alta Formazione Artistica in un territorio è cultura, un nodo che determina un insieme collettivo di comportamenti, abitudini e saperi elaborati da una comunità, un nodo di sistema che sincronizza una programmazione cognitiva collettiva, in rete con altri enti e soggetti e altre Accademie.

Accademia vuole dire cultura e rivisitazione della stessa anche partendo dal linguaggio archeologico, è un concetto dinamico di rete e flusso linguistico nel territorio che muta nel tempo anche per influsso e contaminazione d’altre culture.

I linguaggi dell’arte non sono mai unidirezionali, sono interscambio osmotico, linguaggio dell’arte è archeologia, sociologia e antropologia.
La cultura artistica e Accademica (nel senso di memoria formativa e istituzionale) di un territorio, non comporta giudizi di valore o gerarchici (quella è una questione del mercato privato), l’Alta Formazione Artistica è la piattaforma di convivenza e tolleranza tra culture e linguaggi dell’arte differenti.
Il compito di un’Accademia sul territorio è di tramandare e conservare la memoria culturale (Brera con la sua Pinacoteca incapsulata nell’Accademia è un modello), esplorare le potenzialità, allargare orizzonti e tutelare la memoria dinanzi al futuro.

” I linguaggi dell’arte non sono mai unidirezionali, sono interscambio osmotico, linguaggio dell’arte è archeologia, sociologia e antropologia. La cultura artistica e Accademica (nel senso di memoria formativa e istituzionale) di un territorio, non comporta giudizi di valore o gerarchici (quella è una questione del mercato privato), l’Alta Formazione Artistica è la piattaforma di convivenza e tolleranza tra culture e linguaggi dell’arte differenti. Il compito di un’Accademia sul territorio è di tramandare e conservare la memoria culturale (Brera con la sua Pinacoteca incapsulata nell’Accademia è un modello), esplorare le potenzialità, allargare orizzonti e tutelare la memoria dinanzi al futuro.”

Nelle Accademia di Belle Arti si gioca il rapporto tra i linguaggi e l’educazione all’arte e la democrazia, nelle e sulle Accademie oggi si combatte una sorda e muta battaglia che sta sfuggendo alla classe politica dirigente.

L’Accademia dalla fine dell’ottocento non è più addestramento tecnico alle professioni e i mestieri dell’arte, e come tutta l’istruzione artistica è puntualmente oggetto di modernizzazione e riforma.
L’Accademia è l’acqua al mulino dell’arte e della cultura nella comunità, è riflessione critica e pensiero e processo creativo, è educazione alla cittadinanza all’esercizio democratico della visione critica.

La memoria culturale anche solo di un laboratorio o di un Maestro Accademico in un territorio, insegna la diversità ed educa alla sua coscienza, nulla è peggio di una società priva di linguaggio critico dell’arte tradotto in gesto creativo, vuole dirsi piegarsi al gusto e considerarne inevitabili le scelte.

“L’Accademia dalla fine dell’ottocento non è più addestramento tecnico alle professioni e i mestieri dell’arte, e come tutta l’istruzione artistica è puntualmente oggetto di modernizzazione e riforma. L’Accademia è l’acqua al mulino dell’arte e della cultura nella comunità, è riflessione critica e pensiero e processo creativo, è educazione alla cittadinanza all’esercizio democratico della visione critica.”
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