Malinconia!

Da quando ho l’età della ragione non ricordo un solo giorno passato senza la malinconia.

Ho scritto su di lei così spesso da averne esplorato ogni sfumatura, ogni variante, ogni possibilità e impossibilità: con lei ho lo stesso rapporto che i vecchi hanno con le compagne di una vita.

E’ un affetto algido e ricambiato, senza di lei non avrebbe senso vivere.

Quello che mi pesa non è la malinconia, ma l’isolamento: la sensazione angosciante di non aver qualcuno vicino mentre sono malinconico.

Non una vicinanza intellettuale, spirituale o qualunque altra parola la modernità abbia inventato per nascondere il fatto che si nasce e muore soli, ma la vicinanza di un corpo morbido e caldo, perché sono i corpi a non arrendersi all’isolamento, a rifiutare di sprofondare ogni notte nel sonno senza l’abbraccio di un altro corpo, condannato allo stesso destino.

La communio degli antichi non era che questo: comunione dei corpi, comunione nel pasto, nel sesso, nel sonno, comunione allo stesso tempo dolce e ferina, comunione che non escludeva la malinconia della solitudine, ma rigettava l’isolamento della carne, quel silenzio assordante del non sentire un altro respiro accanto al proprio prima di sprofondare nel sogno e nella morte.

Federico Leo Renzi

https://www.youtube.com/watch?v=n6KlZkTYqqY

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