Mamma Africa isolana

DEA MADRE AFRICA

Cicerone alternava l’appellativo Afer a quello di Sardus, quando ragionava sui residenti nell’isola.
Perché?
Perché nel I secolo a.C. la popolazione residente isolana, era molto vicino culturalmente ai punici della Libia Africana.
Letteratura e Archeologia narrano, la continua immissione d’umanità nell’isola dall’Africa settentrionale.
Cicerone parlava di “Africa ipsa preens illa Sardinien” (Africa madre della Sardegna.


Cicerone leggeva i sardi come incrocio tra Africani e Fenici.


Frequente era il trasferimento forzato di Africani e stranieri nell’isola.


Cicerone stesso, inviò 4000 seguaci di culti egizi e giudaici nell’isola per combattere il brigantaggio locale.
Anche il re dei vandali Genserico, impose a migliaia di Mauri di vivere nell’isola in età Bizantina (trovarono dimora in Barbagia).
La penetrazione Italica nell’isola, si innestò su questa moltitudine culturale, Feronia nacque con 500 coloni, arrivarono i Patulcenses dalla Campania, i popoli dell’Etruria, dell’Apulia e Sicilia.
I Romani arrivarono a risiedere nell’isola, soltanto in età Repubblicana, nel nord dell’isola a Turris Libisonis (oggi Porto Torres), a Cornus e a Tharros, da quel momento si può parlare di Italicità dell’isola, da quel momento l’isola si concede agli appetiti d’armatori e mercanti con una visione imprenditoriale legionaria.

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