MANCANZA DI PROGRAMMAZIONE A MEDIO TERMINE

LE POLEMICHE SUL NUOVO LOCKDOWN MASCHERANO UN ALTRO PROBLEMA, MOLTO PIU’ INQUIETANTE: L’ASSOLUTA MANCANZA DI PROGRAMMAZIONE A MEDIO TERMINE

Se c’è una cosa inquietante, è l’assoluta mancanza di una programmazione a medio termine di come gestire la pandemia.
E’ evidente ormai a tutti che questo lockdown mascherano non sarà l’ultimo, ma ce ne saranno altri ad intervalli regolari.
Questo implicherebbe cominciare a discutere di come varare un piano di aiuti sistematici ai settori che dovranno chiudere ogni tot mesi, a come riqualificare i lavoratori dei settori oggetto di ripetuta chiusura, ecc invece il nulla cosmico:
anche nell’ultimo intervento di Conte, sembra che questo lockdown mascherano possa essere l’ultimo, tutto dipende come si comporteranno gli italiani.
Il peso della disoccupazione di massa, della crisi economica, dell’aumento di psicopatologie, ecc viene scaricato sui cittadini, il governo mica deve discutere, progettare, investire, coordinare: questo lo deve fare ogni singolo italiano per conto suo.
L’ideologia che si evince dall’argomentazione utilizzata da Conte è un neoliberismo con dosi d’autoritarismo paternalista:
ognuno affronti la crisi economica come può, lo Stato si limiterà a punire chi trasgredisce i lockdown per non intasare gli ospedali, e a erogare regalie ai gruppi di lobbisti più influenti (Banche, Confindustria e Confcommercio).
A questo punto sarebbe più utile che il comitato tecnico-scientifico si esprimesse senza filtri politici e ci dicesse quel che l’esecutivo, le opposizioni e i media non ci dicono: cioè quanto si presume durerà la pandemia e ogni quanto dovremo tornare in lockdown.
Se avessimo queste informazioni, almeno potremmo elaborare strategie di sopravvivenza individuale e collettiva più efficaci che l’attendere ogni settimana un nuovo DPCM per sapere chi chiude, chi perde il lavoro e chi rimarrà senza sussidi, il tutto comunicatoci come se fosse un castigo perché siamo un popolo d’individualisti indisciplinati e non per la natura stessa del virus e della nostra struttura economico-sociale.
Federico Leo Renzi
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