Marzia Cilloccu: il mio impegno per un’ Accademia a Cagliari è concreto

Marzia Cilloccu sostiene l’apertura a Cagliari di un’Accademia di Belle Arti, e il suo impegno è fondato su una passione vera, concreta, che deriva da un’antica tradizione ed educazione familiare. Marzia, che ha studiato da interior designer, viene da una famiglia di creativi, sia da parte paterna – suo nonno era un orafo, uno dei più rinomati artigiani cagliaritani – che da parte materna. Marzia Cilloccu è infatti nipote di Marino Cao, industriale/artigiano del mobile disegnato e realizzato in Sardegna, mecenate e collezionista, amico fraterno di Tarquinio Sini e di altri intellettuali sardi, cineamatore, autore dell’ormai leggendario filmato della sagra di Sant’Efisio del 1943, del santo sul furgoncino del latte, che cerca di avanzare tra le macerie di una Cagliari bombardata quasi all’ottanta per cento.

Come tutte le persone perbene, Marzia non ha mai sbandierato la fortuna di aver ricevuto, fin da bambina, un’educazione all’arte, anche se questa si legge tra le pieghe di ogni suo gesto e di ogni sua scelta. Ricordo il suo impegno durante diverse edizioni di Monumenti Aperti, la disponibilità ad accogliere gli studenti e i visitatori come a casa loro, nella settecentesca villa Vivaldi Pasqua, dimora di famiglia. Come, ben più importante, la sua lotta contro la speculazione edilizia che assediava l’area di rispetto dell’ex mobilificio Cao, a Villanova.

Marzia è amica e sostenitrice di artisti, ha sempre dimostrato il suo impegno per valorizzare e promuovere le iniziative che hanno l’arte come fulcro, in tutte le sue coniugazioni: arti figurative, musica, letteratura e poesia, teatro, danza (lei che ha danzato per anni) e si unisce al nostro appello per un’Accademia di Belle Arti a Cagliari, l’unica città metropolitana della Sardegna,  con oltre quattrocentomila abitanti. Un bacino di utenti che merita l’alta formazione artistica, perché l’arte è un volano enorme per il turismo: Bilbao dopo il Guggenheim di Gehry, Valencia dopo il complesso museale progettato da Calatrava sono diventate città con un incremento turistico a livello esponenziale.

E poi c’è la voce dei giovani, come Clara, diciannove anni, studentessa dell’ultimo anno al Liceo Fois: “Amo la mia scuola in tutte le sue sfaccettature, ma mancano tante cose che veramente ci servirebbero per valorizzare una scuola così, come  un’aula magna, una palestra agibile, una sede fissa… Ma il problema principale di Cagliari, è che, dopo il Liceo Artistico,  non c’è un’università per poter continuare le nostre passioni, non abbiamo un’Accademia di Belle Arti”. 

https://www.facebook.com/marziacilloccu/

Chetti Ghisu

 

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