Massimiliano Mirabella: Omaggio a Gennaro Cilento (il video)

Il Maestro di Scultura dell’Accademia di Reggio Calabria, Filippo Malice, ha il merito curatoriale storico (con la supervisione e l’organizzazione di Donatella Rapisardi) di stare lavorando, a partire dalla scorsa Residenza d’Artisti, internazionali di Forza D’Agrò (ME), sulla messa a sistema storica e istituzionale, di quello che è stato (in termini di movimento collettivo e d’intelligenze artistiche individuali) il “Mario Pesce a Fore”.

In quest’ottica, al CioccolArt Sicily Museum di Forza d’Agrò (26-28 Ottobre), ha invitato artisti che attraverso quel movimento, hanno intersecato la loro esperienza d’arte e di vita con Gennaro Cilento. Gennaro Cilento, scomparso lo scorso undici Giugno, Gennaro Cilento è stato per un’intera generazione d’artisti, simbolo d’iconica iconoclastia creativa e di linguaggio e ricerca di senso in sospensione tra passato e futuro.

Hanno omaggiato l’artista simbolo di una generazione e di un movimento Lucio DDT Art, Barbara Ardau, Marzia Vetrano, Giacomo Montanaro, Luigi Ambrosio, Mimmo Di Caterino e Massimiliano Mirabella.

Toccante e lirica per intensità espressiva, la performance di Massimiliano Mirabella, che ha raccontato gli ultimi istanti della vita dell’amico artista, utilizzando con sapienza una traccia sonora estratta dal film di Mozart, la traccia sonora che accompagna la sua morte mentre scrive il requiem. Come Mozart, la visione è quella di Gennaro Cilento infante prodigio, i codici e i simboli linguistici e narrativi sono tratti dal testo di Borges “La casa di Asterione”.

Il Minotauro Asterione Gennaro (Gennaro Cilento era del segno del Toro e grande ricercatore e conoscitore alchemico e astrologico) come simbolo di condizione umana per il quale la morte è liberazione.

L’Artista Asterione si muove nel suo labirinto studio, che non è un luogo di prigionia, ma la sua casa.

La sua casa studio, il luogo da dove, perso nel labirinto concettuale, iconico e iconoclastico, del suo lavoro e della sua ricerca, ci ha lasciato, avvisando e aspettando la sua fine.

 

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