Mauro Atzeni: Insisto! Cagliari artisticamente disadorna!

Cagliari, insisto reiterando. polarizziamo l’arte di una purtroppo città disadorna.

Mi sento uno scultore materico lo ribadisco e credo come tale nella possibilità di vivificare la stessa sostanza lignea o lapidea o altro creando un senso nei valori espressivi impressi, anche e soprattutto nella scultura informale da me preferita includendo, mutuando tale termine interattivo dalla letteratura, delle significanze leggibili nell’ambiguità e nell’aspetto semiotico nell’archetipo.

In tale senso in questa città radiosa mai, al passare nei pressi, manco di ascoltare sensualmente le sculture di Costantino Nivola.

Sento respirare le sinuose Dee Madri di granito durissimo, ostile allo scalpello eppure ammaestrato dall’artista, e alla fine insufflato dal vento.

Sento le nostre divinità, pagane certo, non per questo prive di testimonianze di rara e unica civiltà, che soffrono e talvolta respirano male nello spazio asfittico in cui sono state relegate.

Il vento nel granito, cuore pulsane nelle geometrie dei reticoli di Bravais e cuore umano pulsante della Dea madre, un compito arduo che solo Costantino ha saputo risolvere!

Nell’intenzione perfida di voler abolire il concetto di popolo, l’arroganza delle pseudo-civiltà sopravvenute hanno ammutolito ma non soppresso la nostra cultura.

Dissacrando figure, creando capri espiatori quali presunti diavoli, che l’arte Sarda nel valore rappresentato mai manca solennemente di riesumare, Dai Mamuthones si arriva per imposizione cattolica a su Maimone, al punto finale in cui la prepotenza italiana ha scolasticamente schiacciato la nostra cultura impedendo l’uso del Sardo.

Nel voler creare validi punti di difesa perorando sulla stratificazione culturale altrettanto nell’incisività del segno e nel simbolo verso la crescita urbana credo sia opportuno parlare dell’artista Francesco Somaini come colui che meglio di chiunque ha saputo analizzare i problemi urbani esposti nel libro “Urgenza nella Città” quivi intervenendo nella possibilità di offrire una valida apertura verso un dialogo costruttivo contro la subordinazione della città agli aspetti speculativi.

Un tema importante insito nello spazio urbano e nel relativo diritto alla città per menzionare un socologo urbanista e filosofo del rango di Henry Lefebvre.
Somaini mai disdice la materia, anzi la personifica e la nobilita in un rapporto ancestrale continuo proprio del ripetersi de cicli umani e naturali, percorre e incide dolcemente il suolo volendo segnare le tracce scandite dal tempo della memoria, quella di Bergson, nelle matrici realizzate con le colate di resina, le sue Antropoammoniti, il Thanathos Athanathos tra morte e vita, un Quasimodo alquanto terroso.

L’uomo che dalla terra nasce e in essa si cristallizza lasciando intatti i valori di civiltà.

Egli inserisce i suoi interventi creando delle offerte plastiche in campo urbano che, nell’emozione della forma, sollecitino l’innovazione verso una presa di coscienza storica e psicologicamente attiva, parlino della realtà urbana e della necessità di potervi intervenire, offrendo la possibilità di un risarcimento umano contro tutti gli interventi negativi sulla persona nella sua capacità di aggregazione sociale.

Mai, pretende essere unico artefice nel contesto urbano, propone invece un equilibrato rapporto collaborativo con urbanisti e filosofi senza dover scompaginare il delicato equilibrio storico.

Importante a tal fine il testo “THE DEATH AND LIFE OF THE GREAT AMERICAN CITIES”, dell’antropologa Jane Jacobs rapportabile nei problemi urbani a livelli diversi. Seguendo le stesse interessanti tematiche nella liceità della causa proposi in arte, una mia personale presso la Torre Sulis ad Alghero, sponsorizzato dallo stesso Comune, nel dibattito sociale trattante la memoria storica urbana verso forme di ripristino sociale.

Tali temi costituiscono ancora, dopo una serie successiva, il filone dei miei motivati interventi.

Ciò contro ogni riduzione di presa di coscienza di una cittadinanza attiva, avverso la degradazione della stessa, contro la manipolazione di massa in tutte le situazioni mercificanti che inducono il risultato di superficialità e di dispersione umana.

A tal proposito è fondamentale citare il suddetto libro “Urgenza nella Città” Somaini artista, Enrico Crispolti critico d’arte, ritenendo importante come il primo contrasti aspramente la fuga “romantica” dalla città. Il favorire le fughe corrisponde al forte inganno di un dilagare verso tante direzioni inutili e deleterie talvolta verso un verde curato e artefatto, borghese, incontro al giardinaggio invece che coscienza sociale all’interno dell’apparato urbano, mentre l’urbanista Patrick Geddes viene citato nella propensione per lo sviluppo urbano della città giardino, in una giusta pianificazione.

Scrive Mumford che la città diventa tale, salva nei suoi aspetti storico-monumentali, perché è stato luogo di riunione, il magnete che arriva prima dell’involucro.

E’ stato importante per me indagare come questi problemi hanno ripreso forma e attualità in città come Prato, Pietrasanta e per l’alabastro Volterra in Toscana, Casacalenda in Molise, Tortolì in Sardegna con “Su Logu de s’Iscultura” e visitarne gli interventi. Una nuova dimensione non tanto di rinnovamento materiologico o morfologico ma visto in dimensione corale e urbana.

In tali richiami sociali,dovendo ponderare gli interventi evitando le dissonanze, talune sculture non rispondenti nei requisiti sempre al citato diritto alla città sono state giustamente rimosse, non certo per fare spazio ai tavolini dei bar come è avvenuto a Cagliari ma in una valutazione seria e socialmente condivisa.

Uno scultore come Richard Serra ha visto a New York la sua scultura in acciaio Corten “Tilted Arc “seguire questo destino, nonostante la sua destinazione verso la Land Art; a Milano invece Claes Oldenburg e sua moglie Coosje Van Bruggen riescono invece, nel tema mnemonico, ancora oggi a dialogare avendo inserito una cucitura nella metropolitana in piazzale Cadorna “Ago Filo e Nodo”, ciò su progetto di restyling urbano attuato dall’architetto Gae Aulenti.

Nel testo indicato, Aldo Rossi, architetto e pittore, del quale amo la pittura progettuale, derivando dalle osservazioni di Lévy Strauss in Tristes Topiques (1955), ritiene la città come “cosa umana” per eccellenza e parole testuali, la cui crescita contiene una componente inconscia e la cui realtà è nella storia scritta sui suoi monumenti…
Somaini sapeva del mio crudo duro e passionale approccio materico verso l’arte scultorea e chiese all’artista Marco Cingolani sulla possibilità di una mia presenza nei suoi interventi. Egli mi fornì generosamente tutti i suoi libri e cataloghi per la tesi.

Il mio maledetto legame alla terra non mi consentì ancora una volta di spaziare in territori più vasti, quelli del nuovo mondo, forse.

Il libro Urgenza nella Città riveste fondamentale importanza per architetti urbanisti e scultori che vogliano congiuntamente operare all’interno di un tessuto urbano in espansione contemplando le esigenze materiali e il rispetto dei valori della collettività. Insomma un libro che racconta tutto in termini di analisi, ma anche altamente propositivo nello spessore degli interventi edotti!
Voglio concludere asserendo che gli interventi di Somaini come il medesimo rimarcava tendono a risarcire emotivamente la “memoria” della città considerando tale ripresa di memoria un atto conoscitivo e dove essa esiste dovrà canalizzare la comprensione collettiva di un processo storico,di una continuità di stirpi di generazione in generazione.

A tal punto il richiamo sostanziale è quello d i un apparato urbano coordinatore di tale sistema che non potrà non chiamarsi Accademia di Belle Arti in un nesso di congiunzione con un sempre attivo Museo di Arte Contemporanea dove l’arte, in connubio con le gallerie d’arte, la facoltà di Architettura ma e soprattutto con l’ambiente urbano, riesca ad attivare una cultura da Capitale Europea, a prescindere dai blasoni offerti da guitti e istrioni che la identifichino come tale con processi acritici all’interno di sperperi monetari preconfezionati!

Perciò signori politici.

La cultura si respira nella certezza del valore acquisito!

Mauro Atzeni

Please follow and like us:
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather