Mebitek (Mustayonis): L’elettronica sarda? Demone per gli internazionalisti.

Mebitek (Mustayonis): L’elettronica sarda? Demone per gli internazionalisti.

 

Claudio ragioniamo un poco sull’isola i suoi artisti e l’informazione mediatica (anche sarda) in proposito:

Esagero se dico che si tratta di una realtà omessa e sommersa nel quotidiano e che sopravvive a se stessa nel contemporaneo delle proprie comunità (paradossalmente) proprio attraverso il web, la rete e i social network?

Non non esageri.
La scena musicale sarda, in tutte le sue sfaccettature, resiste esclusivamente grazie all’impegno dei propri artisti che, lasciati soli dai media convenzionali, riescono nonostante tutto a farsi Promoter di loro stessi.
E’ palese e assodato che anche le comunità locali, quando organizzano degli eventi, cercano esclusivamente nomi d’oltremare magari ormai attempati, o ingaggiano varie realtà locali anche un po “ambigue” legate sopratutto a conoscenze e amicizie personali.
 A leggere i quotidiani isolani sembra che le ricerche musicali e culturali si siano fermate al Jazz e Paolo Fresu; di musica elettronica volta al locale neanche a parlarne.
Da cosa dipende secondo te, bigottismo, conservatorismo, incapacità di andare oltre la tradizione Accademica o cosa?
Ci sono realtà jazz o blues importantissime nell’Isola che resistono da decenni e che hanno un nome consolidato e un grande successo anche oltremare.
Molte comunità della nostra Sardegna cercano esclusivamente di scopiazzarle pensando di riprodurre tale successo.
Il risultato però spesso è ben diverso.
Si creano dei microcosmi settoriali che in pratica fanno contenti esclusivamente gli organizzatori dell’evento e poche altre persone.
La musica elettronica da questo punto di vista è praticamente snobbata e le motivazioni possono essere molteplici.
Tra tutte nell’isola resiste ancora la concezione che chi produce musica elettronica in realtà non suoni davvero ma semplicemente utilizzi il computer per riprodurre musica già fatta senza alcuno sforzo.
Chi conosce la musica elettronica sa che la realtà è ben diversa.
Inoltre c’è la concezione che gli eventi di musica elettronica siano legati esclusivamente all’uso di sostanze stupefacenti e che quindi organizzare un grande evento di musica elettronica significherebbe organizzare un mega droga party senza alcun controllo.
Anche su questo sappiamo che la realtà è ben diversa e devo darti ragione sul fatto del bigottismo.
 
L’interessantissimo progetto Mustayonis come è stato accolto nell’isola? Ovviamente vorrei facessimo un ragionamento a tutto tondo, istituzionale, mediatico e comunitario-territoriale (ossia la gente)…
Il progetto Mustayonis è nato alcuni anni fa e dopo un periodo di fermento ad oggi va a rilento sopratutto per problemi personali legati ai suoi componenti.
In realtà a parte la Nootempo e alcune comunità locali, il progetto non è mai stato accolto ne a livello mediatico, né a livello istituzionale.
Credo che le motivazioni principali siano da ricercare sopratutto per il discorso precedente e anche per la difficoltà di assimilazione di un simile progetto.
Fondere la musica elettronica suonata completamente dal vivo con la tradizione sarda è forse un azzardo eccessivo di questi tempi, sopratutto in una realtà come quella sarda ancora legata a certi generi musicali (vedi rock, reggae e così via) e a certe concezioni degli affezionati della musica elettronica che vedono la tradizione sarda come un demone da scacciare per risultare più all’avanguardia o più internazionalisti.

 

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