MEMORY SOUVENIR A CAGLIARI? BOLLITI!

MEMORY SOUVENIR A CAGLIARI? BOLLITI!

L’arte contemporanea imposta ed indotta, con la sua retorica di comunicazione, fatta di “è un buon investimento”, “è un giovane interessante artista”,è da seguire con attenzione”,è un artista di chiara fama internazionale”; crea naturalmente false aspettative.
Si rivolge in questa maniera ad un pubblico così generico ed ampio fatto dei “basta che lo compri”, ritrovandosi sempre e naturalmente fuori target.
Per comprendere i processi dell’arte contemporanea serve uscire fuori dalle logiche di mercato, serve rappresentarne la comprensione e la lettura attraverso contenuti simbolici intimi e familiari, tangibili e misurabili.

L’arte è il contenuto esponenziale tradotto in cultura, che consente l’attribuzione ed il giusto valore all’arte.

Contenuto che Cagliari, da sempre priva d’Alta Formazione Artistica, non ha mai posseduto storicamente ed è tutto da costruire.

Come farlo nell’epoca dove un turista su quattro è connesso soltanto “only mobil”?

Serve attrarlo con interazioni sociali e scambi d’opinione, su cosa sia arte per lui e cosa è l’arte residente Cagliaritana, servono artisti che possano con il loro linguaggio porsi a sistema della loro comunità sociale.

Il web è sicuramente il nuovo strumento d’informazione di massa di questo secolo, l’Alta Formazione Artistica serve per restare attraverso il web al passo del tempo e della storia.

Cagliari al momento non ha nella sua storia dell’arte residente Memory souvenir, anzi li rimuove evitando che diventino tali, in questa maniera non costruisce interazioni culturali con il turista, non costruisce con lui un percorso della memoria emotivo.

I linguaggi dell’arte a Cagliari sono come rane in una pentola d’acqua calda su un fornello accesso, immobili, confusi, statici, pronti all’ebollizione senza spostarsi di un millimetro.

L’artista che arriva da fuori in vacanza, tuffatosi in questa pentola, farà di tutto per scappare via, sentirà il pericolo e non aprirà mai uno studio o una galleria a Cagliari.

Bisogna aiutare i linguaggi dell’arte Cagliaritani a saltare fuori dalla pentola e fornire loro, attraverso l’Alta Formazione Artistica, la possibilità d’affrontare un futuro già presente.

 

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