Messina terza e ultima tappa del Festival dello Stretto

Messina terza e ultima tappa del Festival dello Stretto

Il progetto itinerante “Morgana vede” a cura di Elmar Elisabetta Marcianò e Giovanna Vadalà, ha preso il via dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, presso i locali del Grande Albergo Miramare.
Proseguendo il suo viaggio a bordo dell’ammiraglia Telepass del gruppo Caronte & Tourist approdando nella Città Metropolitana di Messina con l’esposizione a Palazzo Zanca, con una mostra di arte contemporanea dedicata alla Fata Morgana e allo Stretto, insieme alla realizzazione di un programma convegnistico di interesse storico, scientifico, ambientale, naturalistico, paesaggistico e mitologico.

“Morgana vede”, contribuisce a rafforzare l’immagine di Reggio Calabria e di Messina rivolgendosi ai suoi abitanti, nel tentativo di ridestare in loro la consapevolezza dello straordinario valore di cui sono custodi, ma vuole soprattutto coinvolgere ed attrarre i tanti turisti offrendo loro spazi, contenuti e la grande bellezza che giace nelle acque dello Stretto, nelle pieghe della terra e nelle sfumature dorate del cielo.

Al Festival partecipano i migliori studenti delle Accademie di Belle Arti di Reggio Calabria e Catanzaro, tra cui Giuseppe Lococo, Nadia Riotto, Immacolata Melito, Francesco Barillaro, tutti selezionati dai docenti referenti del progetto.

Ad interpretare e rappresentare lo Stretto espongono artisti di fama nazionale e internazionale che forniscono nuove letture, nuove interpretazioni, visioni capaci di emozionare, suggestionando il fruitore.
Alcuni degli artisti protagonisti del Festival dello Stretto sono Domenico Mimmo Di Caterino promotore di Tavor Art Mobil, Lucio DDT ART è un artista che ben si colloca nel panorama dell’arte anticonformista contemporanea, Il collettivo L.A.B.1 (composto da Filippo Malice e Giuseppe Guerrisi) realizza le proprie opere “site specific” assemblando materiali di recupero e rifiuti industriali, Marzia Vetrano che, nelle sua ricerca evidenzia una grande presenza di contenuti mistici, che sono la chiave d’interpretazione per la sua attività pittorica.
Petra Scognamiglio, pittrice, insegnante e art influencer impegnata sul fronte della divulgazione artistica attraverso i social network.
Filippo Malice, titolare della Cattedra di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, nelle sue opere evidenzia volutamente l′elemento grezzo dei suoi objet trouvé (anche per sottolineare l′umile provenienza dei singoli rottami che compongono questi personali ready-made assemblati in modo tutt’altro che casuale).
Il duo artistico Zeroottouno (composto da Giuseppe Guerrisi e Davide Negro) Il loro fare si fonda sulla possibilità di ristabilire un contatto intimo con se stessi e con le proprie radici identitarie.
Caterina Arcuri nelle opere affronta il tema del viaggio, come condizione esistenziale di continua ricerca, ricordando i poliedrici rapporti individuali e collettivi, questi ultimi quattro artisti sono stati tutti già presenti in periodi diversi, alle residenze d’artista internazionali presso i BoCs di Cosenza, curate da Alberto Dambruoso e Annalisa Ferraro.

Nel Festival lo studio dello Stretto è stato suddiviso in tre sezioni: mare, cielo e terra con il coinvolgimento delle Accademie di Belle Arti di Reggio Calabria e Catanzaro; dell’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte; dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma; dell’Università degli Studi di Reggio Calabria e Messina; della Fondazione Horcynus Orca; del Museo Forte Cavalli; del Planetario Pythagoras; dell’Ordine degli Architetti di Reggio Calabria e di Messina.

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