Metti una sera a casa di Mirella Mibelli

Da quando, il 31 agosto del 2015,  Mirella Mibelli è venuta a mancare, la sua casa/studio nei vicoli del centro storico di Pirri è rimasta così com’era quando ci viveva, lavorava e studiava, con gli oggetti di uso quotidiano e gli strumenti di lavoro, i suoi libri d’arte e le numerose fotografie. Venerdì 2 e sabato 3 dicembre scorsi, i figli di Mirella, Alberto e Paolo Massidda, insieme all’amico di famiglia Mario Palomba, hanno aperto le porte della casa/studio dell’artista, con una mostra evento –  1^Mostra dei Collezionisti di Mirella Mibelli – che ha coinvolto alcuni dei collezionisti delle opere di Mibelli, prestatori di acquarelli e stampe che si sono aggiunte a quelle già presenti, di proprietà dell’artista. Il risultato di questa felice operazione sono state due giornate di incontri che somigliavano a un lungo ritrovo tra amiche e amici in nome di Mirella, e la magia scaturita da questo appuntamento è che lei sembrava presente, era il filo rosso che legava i visitatori e le visitatrici, mossi da un profondo affetto per la persona brillante che è stata, ma soprattutto per omaggiare la sua arte, il suo talento sfaccettato, il suo valore reso ancora più evidente dallo sguardo retrospettivo che questa mostra ha messo in risalto.

Nata a Olbia nel 1937, Mirella Mibelli si era diplomata a Roma all’Istituto d’Arte Zileri, dove si è formata anche un’altra nostra grande artista, Rosanna Rossi. Nel 1958 approda a Salisburgo alla Sommerakademie, l’accademia estiva nella Fortezza Hohensalzburg,  fondata nel 1953 da Oskar Kokoschka come Scuola del vedere, nella quale approfondisce lo studio e la pratica delle tecniche incisorie – la xilografia, la calcografia, la litografia e la serigrafia – che saprà padroneggiare magistralmente negli anni a venire. Ma la sua tecnica preferita, che le ha dato una notorietà a livello internazionale, è stata l’acquerello, come  dimostrano i numerosi acquarelli che sono stati esposti alla 1^Mostra dei Collezionisti di Mirella Mibelli, lo scorso fine settimana, sulle pareti della sua casa/studio, che hanno evidenziato i punti nevralgici della sua carriera, mettendo in evidenza la sua predilezione per tre generi artistici: il nudo femminile, il paesaggio e le nature morte, in particolare floreali.

Da non dimenticare, infine, la sua attività di insegnamento di Discipline Pittoriche, dal 1968 al 1996, al Liceo Artistico Statale “Foiso Fois” di Cagliari, che le deve davvero tanto, e attendiamo che le tributi un omaggio, insieme alle sue colleghe Annalisa Achenza e Lalla Lussu, come lei prematuramente scomparse.

Caterina Ghisu