Michele Cossa: Non impoveriamo l’arte a Cagliari

Onorevole partiamo dalla sua interrogazione sull’anomalia del Foiso (insieme all’Onorevole Truzzu), l’Assessore Dessena ha fatto presente che con il progetto Iscol@ il Liceo Artistico e Musicale avrà un Auditorium ed una palestra in comune con il Martini, possibile che anche nella risposta non si sia compresa l’emergenza di un Liceo che non ha mai avuto una sede storica e fissa per pertinenza culturale e didattica?

Possibile che non si riesca a comprendere che un Liceo Artistico e Musicale di 900 studenti, senza spazi laboratoristi adeguati lede il sacro diritto costituzionale allo studio ed alla Formazione Artistica?

Purtroppo anche nella risposta all’interrogazione si nota la scarsa attenzione al tema della formazione artistica, che non è solo una questione di rispetto del diritto di chi desidera orientarsi verso questo tipo di formazione, ma è soprattutto una necessità.

Specialmente per una città come Cagliari e per l’intera Sardegna.

È come se la formazione artistica fosse considerato una scelta di serie B, o comunque di valenza inferiore rispetto ad altre.

Per cui si costringe una realtà importante (anche dal punto di vista numerico) come il Fois a una intollerabile peregrinazione o alla convivenza con scuole di tutt’altro orientamento, con tutte le conseguenze negative che ciò comporta.

La prospettiva di studenti poco formati a causa di condizioni di lezione insostenibili, o della carenza delle strutture, o di flussi di studenti che sono costretti a trasferirsi in altre città d’Italia per poter contare su una valida formazione artistica rappresenterebbe un elemento di grave impoverimento, che la nostra Isola non si può certo permettere.

“È come se la formazione artistica fosse considerato una scelta di serie B, o comunque di valenza inferiore rispetto ad altre. Per cui si costringe una realtà importante (anche dal punto di vista numerico) come il Fois a una intollerabile peregrinazione o alla convivenza con scuole di tutt’altro orientamento, con tutte le conseguenze negative che ciò comporta.”

Altra anomalia tutta Cagliaritana quella d’essere l’unica città metropolitana d’Italia e d’Europa priva d’Alta Formazione Artistica, in ritardo di sei secoli rispetto la Firenze dei Medici, anche su questo punto, la risposta dell’Assessore Dessena è stata un tantinello fuori luogo, vero che i poteri di programmazione, indirizzo e coordinamento delle Accademie e di competenza Ministeriale, ma la nascita e la progettazione delle Accademie è una questione d’autodeterminazione di rete Comunale e Regionale, a Ravenna nel 1973 un’Accademia di Belle Arti è nata come Accademia Comunale ed i suoi studenti pagano la loro tassa d’iscrizione direttamente al Comune di Ravenna, come è possibile che non ci sia nessuna visione di programmazione politica in tal senso?

Quello dell’Alta formazione artistica è una questione annosa e mai seriamente affrontata.

La Sardegna, pur nella sua condizione di insularità, è stata ignorata è vero dallo Stato, ma è anche vero che nessuna spinta forte è mai venuta né dalla Regione né dagli enti locali che ne avrebbero avuto interesse. Eppure una oculata programmazione delle risorse avrebbe permesso di avviare un progetto così importante, se affiancata da una forte volontà politica.

Altro indicatore di quanto si diceva sopra: la difficoltà di cogliere la valenza e il potenziale di crescita della società legati all’arte.

Che ha anche importanti implicazioni economiche, come dimostrano i tanti artisti sardi che hanno potuto affermare le loro capacità in giro per il mondo.

“La Sardegna, pur nella sua condizione di insularità, è stata ignorata è vero dallo Stato, ma è anche vero che nessuna spinta forte è mai venuta né dalla Regione né dagli enti locali che ne avrebbero avuto interesse. Eppure una oculata programmazione delle risorse avrebbe permesso di avviare un progetto così importante, se affiancata da una forte volontà politica.” Altro indicatore di quanto si diceva sopra: la difficoltà di cogliere la valenza e il potenziale di crescita della società legati all’arte.

 

Cagliari è la città metropolitana d’Italia che ha il più alto tasso di dispersione scolastica e tasso d’emigrazione di giovani tra i 18 ed i 30 anni, da quando è nato il Liceo Artistico di Cagliari (soltanto nel 1968 in ritardo rispetto alla Riforma Gentile che prevedeva la messa a sistema dell’istruzione Liceale Artistica nel 1923) costringe i suoi diplomati che volessero frequentare un’Accademia a emigrare, a ripiegare verso altri percorsi o ad abbandonare gli studi, a chi giova il persistere di questa condizione?

È perfino banale dire che non giova a nessun

Certo è anche frutto di ritardi di programmazione, ma credo anche di una atavica scarsa considerazione che purtroppo spesso abbiamo di noi stessi, al di là della balentìa che talvolta ostentiamo.

L’idea che il Liceo artistico sia una specie di lusso di cui possiamo anche fare a meno forse deriva anche da questo.

Certo, il problema della dispersione scolastica è un problema drammatico, sinora affrontato in modo del tutto inefficace, a dispetto delle ingenti risorse che sono state spese per contrastarlo e per quanto purtroppo si leghi alla condizione di forte disagio complessivo che la nostra Isola vive.

Evidentemente uno degli aspetti che è stato trascurato è proprio quello della qualità dell’insegnamento.

Una qualità inadeguata è uno gli elementi che spingono i ragazzi a pensare a dubitare dell’effettiva utilità della scuola e ad abbandonarla.

“Certo, il problema della dispersione scolastica è un problema drammatico, sinora affrontato in modo del tutto inefficace, a dispetto delle ingenti risorse che sono state spese per contrastarlo e per quanto purtroppo si leghi alla condizione di forte disagio complessivo che la nostra Isola vive.”
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