Michele Piras: L’isola è terra d’arte per dono di madre natura.

Michele Piras: “L’isola è terra d’arte per dono di madre natura”.

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“Nella primavera inoltrata può facilmente capitare di notare Tombe dei Giganti, perfettamente scolpite e conservate, annegare letteralmente nell’erba alta, immagine plastica di una assenza di risorse certamente, ma anche sintomo di una mancanza complessiva di cura”.

 

 

Cagliari è la capitale Italiana della cultura, gli artisti che la abitano e vivono hanno però la sensazione di essere stati squalificati da questa amministrazione come interlocutori.

Si è anteposto alle ricerche e ai linguaggi del territorio e della comunità l’associazionismo (con vecchie prassi clienteari che si trascinano) e la logica del portfolio d’artista figlio del marketing globale; è così difficile creare un dialogo diretto tra le istituzioni e gli artisti che rappresentano?

Cagliari è una città terribilmente complessa e questa amministrazione (la prima di sinistra da sempre) ha raccolto un testimone per nulla semplice da gestire.

So bene che ci sono state tante incomprensioni in questi quattro anni, ma penso che il lavoro del Sindaco Zedda e dell’Assessora stia andando nella direzione giusta.

La partecipazione fra le finaliste alla Capitale europea della cultura, così come il prestigioso riconoscimento di Capitale italiana, costituiscono una grande opportunità.

Penso che ognuno ora dovrebbe ora impegnarsi maggiormente sul terreno del confronto, iniziare a pensare alle politiche della cultura come a una delle principali risorse della città, alla progettazione partecipata di percorsi ed iniziative che rendano protagonisti tutti coloro che fanno cultura a Cagliari e non solo.

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“Ognuno ora dovrebbe ora impegnarsi maggiormente sul terreno del confronto, iniziare a pensare alle politiche della cultura come a una delle principali risorse della città, alla progettazione partecipata di percorsi ed iniziative che rendano protagonisti tutti coloro che fanno cultura a Cagliari e non solo”.

 

Si parla tanto di comunità e specificità culturale, ma può esistere una specificità culturale senza una specificità artistica?

L’arte è uno strumento linguistico identitario e comunitario specifico di autorappresentazione simbolica di popoli, territori e comunità?

Certamente arte ed identità sono strettamente connesse.

Ciò che io penso è che – al di la di tanta retorica – i sardi ancora non abbiano acquisito tutta la consapevolezza necessaria a comprendere quanto l’arte e la cultura costituiscano il terreno – simbolico e materiale – sul quale si costruisce una vicenda di popolo, un pezzo della Storia futura di una regione-nazione come la mia terra.

Eppure è fortemente presente in Sardegna una vasta produzione artistica, variegata e di grande pregio, che racconta cultura, psicologia, valori e connotati di una terra e delle sue comunità.

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” I sardi ancora non hanno acquisito tutta la consapevolezza necessaria a comprendere quanto l’arte e la cultura costituiscano il terreno – simbolico e materiale – sul quale si costruisce una vicenda di popolo, un pezzo della Storia futura di una regione-nazione”.

 

L’Isola è la terra d’Europa con il maggior numero di Sculture “abbandonate” tra rotonde e margini di strade, di artisti senza nome, quanto è lontana la strada di rendere fruibile la propria cultura artistica contemporanea?

Questa strada rischia di essere irraggiungibile fintantoché ci sarà un’opinione prevalente che ritiene che con la cultura non si mangi, per stare alla celebre (e disgraziata) formula usata dall’allora ministro Tremonti.

Il fatto che in questo momento la drammatica crisi sociale che attraversa l’Isola induca a pensare “più al pane che alle rose” non agevola di certo una politica orientata alla piena valorizzazione dell’immenso patrimonio artistico, culturale, archeologico e storico della Sardegna (o forse dovrei dire dei sardi, se non dell’umanità).

Nella primavera inoltrata può facilmente capitare di notare Tombe dei Giganti, perfettamente scolpite e conservate, annegare letteralmente nell’erba alta, immagine plastica di una assenza di risorse certamente, ma anche sintomo di una mancanza complessiva di cura.

L’Isola in realtà è terra d’arte per dono di madre natura e lo è per la capacità dei suoi figli e delle sue figlie.

La cultura e l’arte, non solo danno il pane (già oggi ed in questa condizione difficile) a migliaia di persone, ma potrebbero realmente essere fattori decisivi della rinascita economica, sociale e culturale di questa regione così bella, antica e ricca, che non può e non deve arrendersi alla miseria del presente.

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“La cultura e l’arte, non solo danno il pane (già oggi ed in questa condizione difficile) a migliaia di persone, ma potrebbero realmente essere fattori decisivi della rinascita economica, sociale e culturale di questa regione così bella, antica e ricca, che non può e non deve arrendersi alla miseria del presente”.

 

 

 

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