Monica Cambosu: L’Arte è sempre classica!

“I logoi dell’arte” è la storia di un progetto di collaborazione tra il Liceo Classico Siotto e l’Artistico Foiso Fois, interazione scuola lavoro che ha donato alla città e alla comunità di Cagliari, una mostra tematica che in questi giorni è al Siotto. Nella foto: Antonio Mallus, Docente di Discipline Pittoriche del Foiso Fois.
“I linguaggi dell’arte sono linguaggi classici come il greco e il latino, il greco e il latino con i linguaggi dell’arte raccontano miti e simboli, se l’Accademia, che di fatto a Cagliari non c’è, passasse per questa connessione tra Siotto e Fois, che di fatto accelera i tempi di formazione degli studenti d’entrambi i Licei?” Nella foto la Docente del Foiso Fois di Grafica, Barbara Ardau.

Monica, “I logoi dell’arte” è la storia di un progetto di collaborazione tra il Liceo Classico Siotto e l’Artistico Foiso Fois, interazione scuola lavoro che ha donato alla città e alla comunità di Cagliari, una mostra tematica che in questi giorni è al Siotto, ti chiedo: È Realmente possibile scindere l’istruzione liceale tra classica e artistica? L’arte non è sempre classica?

Monica Cambosu:

L’arte diventa classica per i posteri.

In realtà è contemporanea per l’epoca in cui si sviluppa.

L’arte è classica perché portatrice di valori universali e imperituri che uniscono e non dividono.

Divide l’ignoranza, divide il pregiudizio.

Il latino e il greco idem.

Amore, amicizia, Eros, politica, etica, male e bene, tutto ciò che interessa l’uomo di oggi era preoccupazione anche dell’uomo greco e latino (ma la società antica investiva in cultura e formazione, noi no!) e quindi non è strano che i ragazzi del Siotto e del Fois abbiano dialogato su temi comuni e classici perché immortali, così come l’arte.

“L’arte diventa classica per i posteri. In realtà è contemporanea per l’epoca in cui si sviluppa. L’arte è classica perché portatrice di valori universali e imperituri che uniscono e non dividono. Divide l’ignoranza, divide il pregiudizio.”

I linguaggi dell’arte sono linguaggi classici come il greco e il latino, il greco e il latino con i linguaggi dell’arte raccontano miti e simboli, se l’Accademia, che di fatto a Cagliari non c’è, passasse per questa connessione tra Siotto e Fois, che di fatto accelera i tempi di formazione degli studenti d’entrambi i Licei?

Monica Cambosu:

Il progetto i Logoi dell’Arte parte da un esperimento di ASL in cui abbiamo reso la didattica e i ragazzi assoluti protagonisti.

Io non so se una futura Accademia possa passare attraverso questa via , ma so di certo che se ci fosse una riforma vera della scuola ciò potrebbe accadere.

Non esiste più l’istruzione artistica soppiantata da un Liceo Artistico, è ben altra cosa.

Anche gli artisti che volessero contribuire alla formazione degli allievi troverebbero tante difficoltà pratiche.
Il Liceo Classico è diventato quasi una area protetta, una nicchia pericolosa in cui rischiamo di morire per isolamento e mancanza di ossigeno.

Io lavorerei ad una riforma per ambiti del sapere in cui arte e classicità mantengono le proprie peculiarità e dialogano. Come abbiamo fatto noi in questo progetto.

Io e i colleghi del Fois abbiamo già realizzato un pezzo di FoiSiotto.

Ma non é che l’inizio…

“Il Liceo Classico è diventato quasi una area protetta, una nicchia pericolosa in cui rischiamo di morire per isolamento e mancanza di ossigeno. Io lavorerei ad una riforma per ambiti del sapere in cui arte e classicità mantengono le proprie peculiarità e dialogano. Come abbiamo fatto noi in questo progetto.” Io e i colleghi del Fois abbiamo già realizzato un pezzo di FoiSiotto.

Durante la gestazione della Riforma Gentile, ci fu una grossa discussione sul senso dell’istruzione Liceale Artistica in Italia, qualcuno proponeva lo studio del greco e latino per gli studenti d’arte, come accade spesso in Italia per posizionamenti preconcetti, e per non intaccare la nicchia elitaria dell’istruzione classica, le due tipologia di Liceo restarono scisse, con il senno del poi, possiamo dire che si sono danneggiate le origini del pensiero del fare artistico classico? Chi l’ha detto che un pensiero artistico oggi per essere complesso vada sdoganato in Inglese?

Monica Cambosu:

Partiamo dal presupposto che le lingue classiche muoiono o risorgono a seconda dell’utilità politica, e ho sempre combattuto la diffusa strumentalizzazione del patrimonio classico. 
La risposta è ovvia: l’arte è stata volutamente relegata in un ambito separato, quasi ghettizzato.

Il latino e il greco per la classe dirigente, l’arte per i personaggi “strani” fuori dalle regole.
Bene, ti faccio una rivelazione : in questo progetto I logoi dell’arte i ragazzi dell’Artistico hanno colto tutte le tematiche proposte e hanno accettato volentieri di iniziare un corso basico di latino e greco il prossimo anno.

“L’arte è stata volutamente relegata in un ambito separato, quasi ghettizzato. Il latino e il greco per la classe dirigente, l’arte per i personaggi “strani” fuori dalle regole. Bene, ti faccio una rivelazione : in questo progetto I logoi dell’arte i ragazzi dell’Artistico hanno colto tutte le tematiche proposte e hanno accettato volentieri di iniziare un corso basico di latino e greco il prossimo anno.”

Quindi sarò accusata di alto tradimento?!

E i ragazzi maturati all’Artistico che vogliano fare Beni culturali perché non dovrebbero saper leggere un’iscrizione in latino e greco o una pagina di un codice antico?
Per quanto concerne l’inglese, certo é la lingua universale ma non a caso i filologi classici più accreditati sono inglesi o tedeschi.
La mia tesi di laurea è stata l’edizione di un codice che conteneva gli Atti degli Apostoli conservato nella Biblioteca Bodleiana di Oxford ma probabilmente scritto in Sardegna nel cenacolo di Fulgenzio da Ruspe.
il direttore della Biblioteca custodiva tali manoscritti e una sala con affreschi del 500 con una cura mai vista in Italia!
In Italia Arte e Cultura sono neglette e vituperate.

Non si investe in cultura e scuola.

“La mia tesi di laurea è stata l’edizione di un codice che conteneva gli Atti degli Apostoli conservato nella Biblioteca Bodleiana di Oxford ma probabilmente scritto in Sardegna nel cenacolo di Fulgenzio da Ruspe. il direttore della Biblioteca custodiva tali manoscritti e una sala con affreschi del 500 con una cura mai vista in Italia! In Italia Arte e Cultura sono neglette e vituperate.”
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