#Moodasincrono del 25/1/21

Disegnare è qualcosa di semplice per l’umano. I bambini disegnano naturalmente a prescindere dalle culture e dalle lingue dove vivono. Il disegno è intuitivo, più di un iPhone e un iPad, il vero problema per gli studenti di un Liceo Artistico o di un’Accademia, è il pensiero, il contenuto, l’idea cognitiva che c’è dietro questo o quel disegno, questo o quel progetto.

Perché ragioniamo di stile? Perché il lavoro di un artista va oltre la percezione ottica e gestuale, anche il modo in cui si pensa caratterizza nello stile un artista e le sue idee progettuali.

Autodeterminarsi come artista figurativo, capace in autonomia di presentare una propria prospettiva di visione su ciò che si rappresenta, richiede caratterizzazione di stile e di linguaggio.

Nello specifico è nodale farsi riconoscere per il proprio stile linguistico.

Un artista che non crea è un artista che non pensa, impossibilitato ad affrontare uno spazio di lavoro. Caratterizzare uno spazio di lavoro, vuol dire rendere il proprio pensiero plasticamente. Il pensare plasticamente in relazione a uno spazio o a una superficie, consente di autodeterminare il proprio stile.

 

 

 

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