MORTE DI RIINA

MORTE DI RIINA

Notizia che suscita in me grande rincrescimento e costernazione, per la ventata di “legalità mediatica” che dalle prime ore del giorno percorre il paese.
E’ mia opinione che l’illegalità clandestina definita Mafia, fra i compiti che svolge per garantire ricchezza e potere agli “uomini d’onore”, specchio fedele di ciò che legalmente fanno gli uomini ai vertici economici e politici della società, abbiano anche il compito di depistare l’opinione pubblica dal disastro che quest’ultimi, coperti da una “legalità” fatta apposta per loro, effettuano sul complesso della popolazione.
Si parlerà giustamente dei morti sulla coscienza di Riina, ma si ometterà, come sempre, di parlare dei quattromila ed oltre suicidi, l’85% dei quali è causato da motivi economici, che ogni hanno insanguinano il paese.
Si parlerà del malaffare mafioso, omettendo, ad esempio, il malaffare bancario.

Nessuno ricorderà che lo Stato rapina i lavoratori per riparare alle regalie effettuate dalle banche alla nomenclatura economico industriale.
Nessuno parlerà del ciglio asciutto governativo sul fatto che nessuno di questi sia in galera e neppure dell’indifferenza sul fatto che, ad esempio La signora Marcegaglia, pur essendo una di questi, sia legittimata a concorrere per acquistare l’ILVA.
Nessuno parlerà del miliardo di utili annui incamerati dalla famiglia Riva mentre avvelenava popolazione e lavoratori e nessuno dirà perché mai non sia possibile accedere al maltolto reimpiegandolo per avere finalmente una gestione non assassina.

Tantomeno si parlerà del trattamento riservato, del tutto benevolmente diverso, dei Riva rispetto a Riina.
Quando si sente parlare della Mafia forse sarebbe bene pensarci, chissà che non s’impari a guardare con realismo anche ciò che molti credono legalità.

G Angelo Billia

 

 

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