NATALE E LOCKDOWN

NATALE E LOCKDOWN: LE CONTRADDIZIONI DEL CONSUMISMO ASCETICO

L’enorme discussione che sta avvenendo su come normare questo Natale in pandemia è indicativa dei paradossi generati dall’ideologia dell’ascetismo consumista.
Vediamo il perchè:
1- Il Natale secondo le stime degli esperti vale circa 20 miliardi di euro di giro economico.
Uno stimolo all’economia fondamentale, da sempre legato all’idea che il Natale abbia la funzione di scambiarsi visite con annessi doni per rinsaldare legami amicali, familiari, ecc
2- Quest’anno a causa della pandemia, il governo e il CTS ci chiedono di risignificare il Natale: lo scambio di doni deve avvenire senza essere accompagnato dalla visita.
Un ribaltamento totale del significato della festa, che viene così trasformata da rituale per rinsaldare e stipulare nuovi rapporti a modo per stimolare l’economia in crisi a causa della pandemia e della relativa sofferenza economica.
3- L’idea di slegare totalmente il consumo dalla socialità, già evidente nella logica dei DPCM e cardine dell’ascetismo consumista, giunge qui al suo paradosso estremo:
a che pro inviare doni slegandoli dalla condivisione del pasto, del rivangare ricordi comuni o costruirne di nuovi, ecc?
La risposta è: stimolare l’economia. L
e persone, i loro reciproci legami, il bisogno umano di condividere spazi e tempi, ecc scompaiono totalmente dal discorso, che vede nel giro economico generato dall’acquisto delle merci l’alpha e l’omega di tutto il ragionamento.
4- Per quanto il discorso appaia paradossale, non è illogico.
Il mantenimento di uno standard minimo di consumo è fondamentale per finanziare il sistema sanitario mobilitato in una guerra totale contro il covid.
Se l’economia dovesse arretrare troppo, non ci sarebbero risorse adeguate per finanziare la lotta al Covid, peggiorando così gli effetti della pandemia.
5- Il discorso quindi ci mostra come l’esecutivo debba nel contempo vietare la socialità (per evitare il diffondersi del virus), e tenerne in vita lo spettro per spingere l’individuo ad agire sia contro il suo immediato interesse economico (risparmiare quanto più possibile per fronteggiare disoccupazione e malattia) sia contro il senso di alienazione dovuto al considerarsi ed essere considerato un mero ingranaggio del sistema economico-sanitario.
Il problema non è quindi che questo sarà un Natale diverso dagli altri. Il problema è che questo non è Natale: è uno stimolo all’economia concordato, un ricordare collettivo che il legame umano in tempi di crisi è un lusso inutile per il sistema, un ribadire che l’individuo conta qualcosa finché consuma finanziando la sanità.
Quando farete un regalo a un vostro parente e glielo invierete con corriere, ricordatevi di allegare un biglietto con scritto
“Buone feste,
questo è il piccolo contributo a mantenere aperti i negozi e a finanziare la sanità”
sintetizzerete in maniera molto più lucida e scevra d’ipocrisia il senso di queste feste natalizie.
Federico Leo Renzi
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