Nero: Il giovane “writer” deve capire il senso del suo gesto.

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“Innegabile che l’arrivo dei graffiti in Sardegna sia stato spesso trattato in maniera incompleta e confusionaria. Quello che ti posso dare per certo è che oggi ho 40 anni, quando ne avevo 12 a Nuoro già si vedevano i primi tentativi di hall of fame complete di lettering, background e characters.”

Nero, cominciamo a ragionare sul fatto che non ci sia letteratura specifica sul writing ed i writers isolani.

Sull’argomento c’è molto generalismo e confusione.

Si confondono l’arte del writing con la street art, che sono assonanti, ma non sono proprio la stessa cosa.

Mettiamo qualche paletto: Quando e come nasce il writing nell’isola?

Se escludiamo il book “all city writers” in cui GRIM di Nuoro fa qualche cenno sui pionieri della scena sarda tra Nuoro, Iglesias, Cagliari, Quartu S.Elena, Portotorres ecc., o qualche produzione artigianale come fanzine o clip; è innegabile che l’arrivo dei graffiti in Sardegna sia stato spesso trattato in maniera incompleta e confusionaria.

Quello che ti posso dare per certo è che oggi ho 40 anni,  quando ne avevo 12 a Nuoro già si vedevano i primi tentativi di hall of fame complete di lettering, background e characters.

Attribuisco a Nuoro e a Writers come GRIM, WAVE, KID LOOSE ed altri il merito di essere stati gli iniziatori dei graffiti in Sardegna.

Parliamo della seconda metà degli anni ottanta.

Riguardo la street art, pur riconoscendo che le sue tecniche possano interagire con i graffiti, come sempre più spesso sta capitando, la considero un veicolo comunicativo completamente diverso che non mi interessa particolarmente, perviene molto dopo l’arrivo dei graffiti anche in Sardegna.

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“Quello che ti posso dare per certo è che oggi ho 40 anni, quando ne avevo 12 a Nuoro già si vedevano i primi tentativi di hall of fame complete di lettering, background e characters. Attribuisco a Nuoro e a Writers come GRIM, WAVE, KID LOOSE ed altri il merito di essere stati gli iniziatori dei graffiti in Sardegna. Parliamo della seconda metà degli anni ottanta.”

L’hip hop isolano, almeno dal punto di vista del primo album edito, nasce con i Sa Razza ad Iglesias nei primi anni novanta.

Quanto Iglesias è stata nodo e cardine nello sviluppo della cultura hip hop in tutta l’isola?

Dal momento che sono nato e vivo ad Iglesias ancora oggi, non mi sembra il caso di dire quanto la mia città abbia contribuito all’hiphop sardo.

Non amo pavoneggiarmi personalmente e neanche per spirito campanilistico.

Ma se parliamo di fatti: Iglesias ha dato.

Iglesias ha dato tanto, da molto presto.

Non solo nella musica,tramite i Sa Razza che tutti conoscete e chi è venuto dopo, ma un po in tutte quelle che sono banalmente chiamate le famose “quattro discipline”, non ultimi i graffiti.

Ad esempio, benché io dipinga da ormai 25 anni, NON sono stato il primo writer ad Iglesias (come molti ancora erroneamente credono).

I primi pezzi di YOGHI(aoc) ,poi PASIO, risalgono alla seconda metà degli anni ottanta e sempre in quegli anni non era raro trovare in centro i primi bboys con il classico ghetto blaster provando i primi footworks sotto i portici.

Fa strano dirlo, ma ormai parliamo di quasi trent’anni fa.

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“Benché io dipinga da ormai 25 anni, NON sono stato il primo writer ad Iglesias (come molti ancora erroneamente credono). I primi pezzi di YOGHI(aoc) ,poi PASIO, risalgono alla seconda metà degli anni ottanta e sempre in quegli anni non era raro trovare in centro i primi bboys con il classico ghetto blaster provando i primi footworks sotto i portici. Fa strano dirlo, ma ormai parliamo di quasi trent’anni fa.”

Ragioniamo un poco sull’attuale scena isolana ed Iglesiente.

Esiste una scena emergente o si è tutto ridotto all’Accademia della ricerca di chi come te ha fatto la storia?

A leggere i quotidiani isolani sembra che ci sia ancora molto lavoro da fare per ragionare sull’arte della lettera e della parola in termini di cultura, mi sbaglio?

Se è dell’autenticità e delle skills di una scena che vogliamo parlare, che sia quella sarda o quella della mia città, non sono i quotidiani ad avere le risposte, così come i social.

I fatti li trovi in strada, e se in strada non ci stai ti documenterai sempre tramite le opinioni filtrate da un altro che non sono necessariamente la verità.

Quello che vedo è che in mezzo a mille ragazzini che si avvicinano spinti dalla moda del momento (tutti hanno una tag, tutti incidono pezzi, tutti fanno beats, tutti fanno sfide di freestyle, e tutti spariti in un mese) qualcuno sta dandosi da fare, soprattutto nel writing e nel bboyng.

Credo che sia un dovere di ogni “vecchietto” come me riconoscere quando c’è impegno in uno di loro e indirizzarlo nella giusta direzione, che non significa solo imparare a costruire lettere ma capire cosa stai facendo, da dove viene e quale è il suo senso, ti posso assicurare che per quanto sembri una banalità, c’è molta gente che ancora non l’ha capito.

Nonostante questo, c’è qualche “nuova leva” che promette bene, ed è sempre un piacere lavorare ad un muro insieme.

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“Credo che sia un dovere di ogni “vecchietto” come me riconoscere quando c’è impegno in uno di loro e indirizzarlo nella giusta direzione, che non significa solo imparare a costruire lettere ma capire cosa stai facendo, da dove viene e quale è il suo senso, ti posso assicurare che per quanto sembri una banalità, c’è molta gente che ancora non l’ha capito.”

 

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