L’ARTISTA ISOLANO: Nessun inchino, non è Schettino.

L’ARTISTA ISOLANO: Nessun inchino, non è Schettino.

 

La comunicazione artistica di un territorio è un bene comune, come la terra, la scienza e la tecnica.

I linguaggi dell’arte come bene comune dell’ isola sono entrati in rotta di collisione dagli anni cinquanta in poi, con la massificazione della comunicazione, la cultura isolana con le sue specificità, attraverso i mass media la si è dirottata nel nome di una sua “democratizzazione”.

Nel nome dell’alfabetizzazione si è allontanato l’isolano dalla sua lingua e dalla sua cultura, lo si è “confinato” culturalmente nella sua isola di residenza.

L’evoluzione mercantile dell’arte e della cultura, i mass media ed i loro interessi pubblicitari, di fatto non hanno “democratizzato”, l’isola in questo millennio ha un unico strumento di resistenza culturale ed esistenza artistica:

La denuncia della sua “privatizzazione” culturale.

Il sistema artistico e culturale isolano rischia la deriva del conformismo, necessitano artisti produttori di contenuti, non asserviti al sistema dell’interesse privato.

La sfida è etica, morale e culturale, non può avere sponsor, solo l’impegno della generazione emigrata dall’analogico al digitale, deve fornire strumenti  culturali per affrontare le complesse dinamiche del secolo presente, secolo che pone in rapporto bipolare e schizzofrenico media artistici e mass media.

L’isola è in condizione attraverso i new media di mettere per la prima volta i suoi artisti ed i suoi linguaggi artistici al centro del cambiamento ed affrontare la sfida che il web ed il pensiero unico d’artista globalizzato le pongono.

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L’arte è efficace mezzo di comunicazione quando è dialogo, quando consente scambi di parole, significati, sentimenti ed emotività.

L’arte è la cultura del dialogo sulle cose e sul loro apparire, è lo strumento naturale più elaborato della cultura umana.

Il linguaggio dell’arte comunica attraverso il dialogo con la cultura che la circonda, per questo l’idea del valore di mercato imposto dall’alto come valore culturale ed artistico è una colossale idiozia.

Il linguaggio dell’arte è dialogo con i singoli, con i gruppi, con gli uomini del passato, con il contemporaneo, con la tensione umana verso il futuro.

E’ scambio tra generazioni diverse, tra genitori e figli (quanto è diverso il mio approccio all’arte e le sue dinamiche da quello di mio padre?).

Quando la capacità di dialogo dell’arte e sull’arte viene meno è a rischio l’evoluzione e l’emancipazione dell’individuo.

Oggi il valore dell’arte sembra essere demandato al circuito della comunicazione massmediale, gli “addetti ai lavori” esercitano attraverso la legittimazione del valore di mercato imposto globalmente, un potere oppressivo, un strumento che legittima il distinguo di classe sociale e culturale.

Nessun artista isolano ha in questo momento ad esempio, una quotazione di mercato da casa d’aste, in grado di determinare un forte peso storico o culturalmente specifico dell’isola.

In questo secolo però, attraverso l’esplosione dei social media e del web, l’arte Shardana è tornata a navigare, l’artista che vive l’isola in tutte le sue specifiche problematiche territoriali e interconnesso ed in rapporto dialettico con il globo.

La specificità della sua realtà geografica e territoriale, lo preserva dalla comunicazione omogeneizzante e conformista, non sarà libero, ma sarà sempre disciplinato dal rapporto con il suo territorio.

Il web per gli artisti dell’isola è possibilità di riconquista di una propria identità ed autonomia critica, usa il web senza perdere la rotta e senza il rischio del naufragio, nessun “inchino” alla Schettino.

Il linguaggio artistico nell’isola, non ha ancora perso la sua connotazione di relazione umana e dialogo, è ancora un mezzo intelligente di solidarietà e di respiro sociale.

Gli artisti isolani, vivono però, sotto la forte pressione dei mezzi di comunicazione di massa ed i loro allineamenti al mercato globale, un problema circolare, la loro identità passa per la loro comunicazione, la comunicazione massmediatica li depriva della loro identità naturalmente critica, nonostante questo resiste il loro approccio alle problematiche del fare arte contemporanea solidale, questo è il modello che sfidando tutto ciò che è esterno all’isola, cercano di fare passare via web.

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