Nessuna dialettica e didattica senza Accademia

Nessuna dialettica e didattica senza Accademia

Gli artisti che vivono da Maestri Accademici, da docenti di Liceo o da docenti di Arte e immagine, naturalmente percepiscono uno stipendio per fare della loro ricerca e della propria conoscenza tecnica qualcosa da porre al servizio del comune.

Le cattedre di ruolo in tempi di crisi economica come questi restano molto ambite, ma la remunerazione rispetto al settore privato è infinitesimamente piccola, questo proprio perché la didattica dell’arte circola liberamente nell’ambiente dove vive, dove la cultura e la formazione artistica diventa naturalmente dialettica e linguaggio.

Le Accademie d’Alta Formazione Artistica in particolare, vengono tacciate d’essere isolate dalle problematiche reali dell’arte contemporanea, ma è storicamente innegabile che gran parte delle idee e delle ricerche della Storia dell’Arte contemporanea muove da un rapporto dialettico con le Accademie di Belle Arti, il loro ruolo pubblico e istituzionale è storicamente e socialmente evidente, in quest’epoca di flusso delle informazioni il loro ruolo è ancor più necessario che nei secoli passati.


”Le Accademie d’Alta Formazione Artistica in particolare, vengono tacciate d’essere isolate dalle problematiche reali dell’arte contemporanea, ma è storicamente innegabile che gran parte delle idee e delle ricerche della Storia dell’Arte contemporanea muove da un rapporto dialettico con le Accademie di Belle Arti, il loro ruolo pubblico e istituzionale è storicamente e socialmente evidente, in quest’epoca di flusso delle informazioni il loro ruolo è ancor più necessario che nei secoli passati.
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Concorrenza e profitto spingono i linguaggi dell’arte nel loro fare processuale a presentarsi come prodotti culturali finiti e/o funzionali, ma le idee e i processi che determinano quel prodotto hanno origine Accademica (sfido chiunque a dimostrare il contrario).

Le capitali d’arte come la rete e il web sono delle piattaforme, rete urbana che rende possibile privatizzazioni e speculazioni sull’arte, dove idee, ricerche e linguaggi dell’arte si scontrano, si incontrano, intermediano e ricombinano in pubblico, nei luoghi informali dell’arte si muovono ricerche in antitesi ai luoghi privati del mercato dell’arte e questa dialettica caratterizza i linguaggi dell’arte contemporanea in tutte le loro varianti culturali locali.

“Le capitali d’arte come la rete e il web sono delle piattaforme, rete urbana che rende possibile privatizzazioni e speculazioni sull’arte, dove idee, ricerche e linguaggi dell’arte si scontrano, si incontrano, intermediano e ricombinano in pubblico, nei luoghi informali dell’arte si muovono ricerche in antitesi ai luoghi privati del mercato dell’arte e questa dialettica caratterizza i linguaggi dell’arte contemporanea in tutte le loro varianti culturali locali.
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Il linguaggio dell’arte nei suoi flussi è disordine, nell’ambito del quale il laboratorio linguistico dell’artista è fatto di intuizioni, di errori da rendere fertili e fecondi, di libertà dell’altro di sfruttare l’intuizione di una artista, di riciclare e inventare da capo il processo artistico osservato da un altro, tutto questo senza fretta, una ricerca artistica ha tutto il tempo che vuole prima di diventare prodotto.
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