Nessuna umanità nella classe media in declino

Le attuali politiche di chiusura delle frontiere, allontanamento dei poveri e degli emarginati, di inasprimento della competizione sui luoghi di lavoro (termine tecnico: “promozione della meritocrazia”) si possono leggere come l’inferocimento della classe media per il proprio declassamento.

La promozione dei diritti umani, la tolleranza, l’attenzione ai deboli, ecc non sono mai stati tratti distintivi della classe media, ma semplici costruzioni ideologiche con cui questa ha giustificato il suo status economico in tempo di benessere ed espansione del welfare state.

Se questo è corretto, gli appelli al restiamo umani, all’empatia, ecc lanciati da una parte del ceto riflessivo al resto della classe media non sono solo inutili, ma controproducenti: significa che questo frammento di ceto non ha mai capito i tratti sociologici e psicologici della propria classe, ritenendola (e quindi ritenendosi) la vetta dell’umanità tout court.

Non c’è nessuna umanità a cui appellarsi nella classe media in declino:

questa è disposta a trascinare con sé l’intero universo, pur di rimanere ancora un giorno trincerata dietro ai propri privilegi materiali e simbolici.

Federico Leo Renzi

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail