NESSUNO È SINCERO

NESSUNO È SINCERO

Questa è una crisi che non può finire bene (per noi cittadini che osserviamo il suo decorso, con ansia e sdegno).
Io la vedo, molto semplicemente, così.

Poco più di un anno fa il voto degli italiani — nonostante i trucchi, gli inganni, le regole elettorali truffaldine — ha inferto un colpo duro contro la classe dominante di questo paese .

Duro, seppure non risolutivo.

Ma che comunque ha costretto in ritirata i malfattori.

Le debolezze e le contraddizioni dei vincitori hanno però aperto il varco a una controffensiva degli sconfitti.

Che è in corso.

I vincitori di un anno fa si credevano in parte sovranisti, in parte rivoluzionari, ma non erano né gli uni né gli altri.

È questa è la ragione di fondo della caduta del governo giallo-verde.

Adesso entrambi annaspano lasciandosi tentare da alleanze più o meno indegne con i malfattori che avevano appena costretto alla ritirata.


Il popolo, cioè noi, è confuso e non sa che pesci pigliare.

Ma dovrebbe comunque reagire per far sapere che spetta a lui l’onore e l’onere di esprimersi.

Può farlo e lo sta facendo, per esempio bocciando tutti i giornali che gli stanno mentendo (si veda il crollo generalizzato della vendita dei quotidiani). Ma questa è una reazione passiva.

Ce ne vuole una attiva.

Se ha dato luogo a un sussulto, dev’essergli dato modo di tentarne un altro.

È sovrano e ha diritto a esercitare la sua sovranità — come dice la Costituzione — nell’ambito della legge.

Chi vuole chiudere la crisi nell’aula di un Parlamento dove domina l’inganno e l’autoinganno impedisce al popolo di esercitare la sua sovranità.

Giulietto Chiesa

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