Niente arte per un voto in più?

Ma si può arrivare a offendere l’arte così, pur di traghettare qualche voto populistico contro?

Riscrivo per l’ennesima volta:

#Accademianuragica è stato un progetto unico in Europa, fondato sull’intendere l’arte come processo artistico condiviso, in quest’ottica dodici scultori residenti hanno lavorato su dei bozzetti comuni da tradurre in Sculture, senza rinunciare alle proprie differenze esecutive stilistiche ed espressive.

Leggere un progetto fondato su canoni e linguaggio nuragico in chiave espressiva contemporanea, volto a connettere passato e futuro, come fosse una citazione/copia archeologica è erroneo, fuorviante e strumentalmente in malafede.

Le cinque Sculture realizzate, come quelle realizzate nelle passate edizioni, non sono citazioni o copie, sono interpretazioni e letture di quel linguaggio in chiave contemporanea residente.

Capoterra nasce nuragica

tracce d’insediamenti nuragici sono a Carruba Durci, Monte Arrubiu e Cuccuru Ibba; intorno al nuraghe di Cuccuru Ibba si sviluppo una fiorente officina litica locale.

Cabuderra come Caput Terrae è già Romana

in epoca giudicale divenne villa curatori di Roma, nel 1107 venne nata dal giudice Torchitor de Lacon alla Chiesa di San Lorenzo di Genova, tornò a fare capo al giudicato di Cagliari nel 1120, dopo la capitolazione di Santa Igia passò sotto il controllo Pisano, passò per motivi di matrimonio sotto il controllo di Mariano d’Arborea.

sbarcarono poi i Pisani a Capoterra per reagire alla conquista Aragonese della Sardegna

era il 26 Febbraio 1324, 1200 cavalieri sbarcati al porto della Maddalena ingaggiarono una cruenta battaglia contro l’esercito dell’infante Alfonso nella zona di Lutocisterna e subirono una truce disfatta.

Contrasti tra il Re d’Aragona Pietro IV e il giudice sardo portarono Capoterra a essere incendiata e distrutta nel 1353 dagli Aragonesi.

Capoterra restò disabitata per tre lunghi secoli, per essere ripopolata soltanto nel 1655.

venne ripopolata nonostante il periodo di peste, il primo nucleo di case venne chiamato Villa Sant’Efisio, come il Santo Martire guerriero che la Scultura con codice nuragico, di un territorio da millenni martoriato e abusato, saluterà a Maggio.
Capoterra venne ripopolata nel nome delle “buone condizioni” offerte per sfuggire a vendette che erano la norma nell’isola, era il luogo per chi voleva iniziare una nuova esistenza, abitanti scaltri nell’uso delle armi e pronti a difendersi dai corsari e dei mori.

Il progetto “Accademia Nuragica” vuole sintetizzare questo percorso comunitario e dare dignità storica, culturale, artistica e spirituale a un territorio da millenni ridotto a merce di scambio, faide, intrighi, battaglie e fede, proiettarlo nel futuro con una prospettiva e una visione linguistica, culturale e simbolica comune; questo senza nulla togliere a quello che può costituire dal punto di vista identitario l’archeologia, che questa e le altre sculture del progetto citano, ma dialogando con lei, interpretandola e non copiandola.

Nessuno ha mai parlato di Guerriero nuragico in senso stretto (come nel caso citato da qualcuno), ma di una Scultura con codici linguistici, semiotici e simbolici nuragici, non un copia e incolla in macroscala, una Scultura nuova con segni, simboli e codici nuragici, il distinguo non è da poco.

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