NON ESISTE IGNORANZA NELL’ARTE

NON ESISTE IGNORANZA NELL’ARTE

“In realtà, i politici sono fuori moda.
Non è affatto necessaria alcuna realtà politica; la scienza è cresciuta al punto di potere risolvere ogni problema.
Quindi tutti i politicanti dovrebbero scomparire, e con loro se ne andrebbero tutti i problemi.
Essi continuano a discutere su come risolvere i problemi, e al tempo stesso creano situazioni tali per cui i problemi non possono essere risolti…
Una persona adulta sarebbe in grado di vedere tutte queste assurdità; una persona adulta sarebbe in grado di vedere in profondità, con chiarezza.
Una persona adulta non può essere ridotta in schiavitù”.
Osho, “Tantra, amore e meditazione”.

Nonostante l’idea dell’arte come linguaggio e come processo, piuttosto che come prodotto, sia l’unica in grado di descrivere il percorso dei linguaggi dell’arte contemporanea, dall’avvento dei sapiens sul pianete terra ai social network, paradossalmente questa lettura si scontra con certi percorsi di specializzazione che l’arte contemporanea si traina dietro dal novecento come l’arteterapia, il mercato privato e l’Accademismo.
Tutte specializzazioni di genere di base hanno in comune la relazione e il protagonismo empatico dello spettatore, eppure a sentire figure diverse di addetti ai lavori, certi concetti entrano in contraddizione.

“Nonostante l’idea dell’arte come linguaggio e come processo, piuttosto che come prodotto, sia l’unica in grado di descrivere il percorso dei linguaggi dell’arte contemporanea, dall’avvento dei sapiens sul pianete terra ai social network, paradossalmente questa lettura si scontra con certi percorsi di specializzazione che l’arte contemporanea si traina dietro dal novecento come l’arteterapia, il mercato privato e l’Accademismo. Tutte specializzazioni di genere di base hanno in comune la relazione e il protagonismo empatico dello spettatore, eppure a sentire figure diverse di addetti ai lavori, certi concetti entrano in contraddizione.”

Un giovane che voglia capire d’arte e che ha a che fare con un docente di laboratorio che ha una idea dell’arte arteterapeutica, un altro che l’ ha Accademica ed un terzo che l’ ha legata al mercato.

Lo studente naturalmente non capisce un cazzo di cosa sia arte e può arrivare giustamente a reputarla inutile.

Il paradosso incredibile è che tutti e tre hanno ragione ed hanno ragione proprio in virtù della differenza dello sguardo dello spettatore.

“Un giovane che voglia capire d’arte e che ha a che fare con un docente di laboratorio che ha una idea dell’arte arteterapeutica, un altro che l’ ha Accademica ed un terzo che l’ ha legata al mercato. Lo studente naturalmente non capisce un cazzo di cosa sia arte e può arrivare giustamente a reputarla inutile. Il paradosso incredibile è che tutti e tre hanno ragione ed hanno ragione proprio in virtù della differenza dello sguardo dello spettatore.”

Nel caso dell’arteterapia lo sguardo è del terapeuta ma anche di chi si sonda attraverso la visione e la cognizione del suo linguaggio; nel caso del mercato lo sguardo è del collezionista investitore che nel nome della sua economia privata impone un gusto o uno stile; nel caso dell’Accademismo è la visione (con poca cognizione aggiungo) che demanda tutto allo sguardo e all’apparenza come valore assoluto, non ci sarà mai però uno spettatore con la verità assoluta sul senso estetico dell’arte, questa è l’unica cosa seria che si può dire sull’arte, lo spettatore con la sua cultura e cognizione è sempre democratico quando discute con un altro spettatore, l’ignorante non esiste.

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