Non fatevi abbindolare da Renzo Piano!

#cattivipensieri_2

Dopo il servizio del Tg2 di ieri sera (che ho ascoltato più volte notando come sono state scelte le parole e distribuiti prudentemente i loro pesi), credo di avere capito cosa intendeva Renzo Piano quando ha detto che sperava di essere utile al governatore “Toti” e al sindaco di Genova, il che me lo fa piacere sempre meno come uomo, come politico e solo infine come architetto.

Le 43 lucine per le 43 anime, i pilastri a forma di vela, i discorsetti sul richiamo alla genovesità, servono ad indorare la pillola e a distrarre da una situazione grave che si sta delineando sul piano politico, economico e amministrativo del nostro Paese dove si capisce che la democrazia, l’opinione pubblica, la presenza di organi rappresentanti i professionisti (dunque gli stessi professionisti) non contano un bel niente, che soprattutto quando ad un piccolo gruppo di persone al potere le leggi stanno strette queste possono essere (velocemente e senza fatica) cambiate e rifatte ad hoc.

Verrà proclamato un #commissario straordinario con poteri estesi per procedere con la costruzione del ponte.

E questo perché (si diceva nel servizio del tg), con un regolare concorso la prima pietra del ponte potrebbe essere posata anche dopo un anno, mentre con il commissario straordinario dopo alcuni mesi.

Il gioco è sporco.

Non solo non c’è stato un minimo confronto sul che fare del ponte rimasto, non vengono nominati i tempi di realizzazione ma i #tempi per la posa della prima pietra.

E notiamo che la differenza fra pochi mesi e un anno (per la posa della prima pietra) sono comunque pochi mesi!

Già è stabilito chi deve fare cosa e come lo deve fare, e tutto ciò oltre che per salvaguardare interessi politici ed economici, penso che sia anche per lasciare impuniti i colpevoli del crollo (o spostare negli anni la giustizia perché la priorità adesso è rifare il ponte non altra, così hanno stabilito!).

Ai #genovesi, chiederei di stare attenti perché nelle situazioni drammatiche c’è chi è stordito dal dolore e chi è lucido (fintamente coinvolto) e usa quel #dolore.

I ponti non crollano in un giorno e non si costruiscono in un giorno.

Agli #architetti chiederei di non lasciarsi abbindolare da questo Renzo Piano.

Ignobile e disgustoso invocare l’orgoglio di una città per mascherare un piano stabilito, dove il ponte nuovo non potrà incarnare nessun orgoglio, non essendo nemmeno un’opera di architettura, ma una strada sopraelevata qualunque che costringerà i genovesi e gli altri a ringraziare gli stessi che hanno fatto i morti!

Voglio infine ricordare a me stessa che il governatore #Toti, è un #giornalista che si è formato e ha alimentato mediaset.

E non tralascerei l’aiuto che insieme a Piano i giornalisti stanno dando a questa situazione (mi sconvolge l’unanimità dei toni e persino la coerenza delle parole usate nei confronti del “generoso gesto di Piano”, da tutte le testate quasi come se tutte loro stessero diffondendo un unico comunicato stampa!).

Ah se le azioni pesassero sulle coscienze!

Cristina Senatore

 

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