NON LA CHIAMASSIMO DEMOCRAZIA?

NON LA CHIAMASSIMO DEMOCRAZIA?

Reggo quasi tutto, ma la Bonino che fa il giochetto della democrazia liberale contrapposto a quella illiberale proprio non ce la faccio.
Nell’accezione sottintesa corrente del termine, per democrazia liberale s’intende quella cosa che in nome della speculazione economica e della libertà d’impresa, ha permesso alla burocrazia europea di far regredire dal punto di vista delle condizioni economiche e dei diritti, gran parte delle popolazioni del vecchio continente.


E’ la democrazia che piace ai capitani d’industria, ai banchieri e agli speculatori d’ogni risma, che non considerano per nulla contraddittoria la coesistenza con misure tipiche del fascismo come ad es. la repressione dei migranti, peraltro in gran parte creati proprio dall’agire internazionale europeo.


Quindi, sgomberato il campo dall’equivoco artatamente alimentato, secondo il quale la democrazia illiberale sarebbe qualcosa di diverso da quella liberale, non resta da capire altro se non le ragioni di questa contrapposizione.


La fase imperialista del capitalismo si raggiunge solo attraverso una competizione senza esclusione di colpi anche al suo interno.

Essa assume caratteri apparentemente diversi solo perché a volte è uno scontro fra aziende, altre volte è una scalata in borsa e il riscontro di ciò s’intuisce solo per la contrapposizione fra stati “alleati”.


Questo scontro inevitabilmente lascia sul terreno vincitori e vinti ed è proprio il desiderio di rivalsa di quest’ultimi che viene dipinto come portatore di populismo o, secondo la definizione più recentemente adottata, di democrazia illiberale.


Lo scontro non avviene per ripristinare libertà perdute per i lavoratori, né tantomeno per togliere potere al mercato e a chi lo determina, semplicemente quello che appare come un attacco allo Stato Maggiore europeo è uno scontro fra bande rivali, nessuna interessata minimamente a quell’Europa dei popoli che, a volte viene ventilata per giustificare tentativi di scalata che con i popoli non c’entrano per nulla.


Ogni forza politica ha i suoi padroni di riferimento e il tentativo è quello di far credere di non averne.


E’ per questo che non deve stupire se ognuno attribuisce all’avversario un concetto di democrazia, nell’ambito del quale coesistono tranquillamente elementi di fascismo che non disturbano affatto nessuno dei contendenti.


Per inciso chiedo a coloro che tacciano di tradimento i cinque stelle: non vi pare di accreditar loro una verginità passata che non era presente neanche a parole?

G Angelo Billia

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