Non sarà “reddito di cittadinanza”

Tutto ciò che (sinora) sappiamo del “reddito di cittadinanza” è che:

non è un reddito “di cittadinanza”, ma un sussidio a tempo (18 mesi).

– soggiace ad una logica moralistica, in cui lo stato decide cosa è lecito (e cosa no) acquistare.

– riguarderà una platea decisamente più ristretta di quella riconosciuta come in povertà.

– prevede meccanismi ricattatori (se non accetti il primo lavoro, il secondo sarà peggio...).


è “convertibile” nell’ennesimo sussidio alle imprese.


– ignora del tutto la mancanza della domanda di lavoro in ampie zone del meridione.

Come già per ILVA, TAP, terzo valico, MUOS, F35, si misura lo scarto enorme tra la propaganda elettorale e l’azione di governo.

Tutte le scusanti addotte per giustificare i voltafaccia non fanno che confermare che, o erano dei colossali sciocchi prima, o sono in malafede adesso.

Enrico Tomaselli

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