Non se ne può più

Non se ne può più

Normalmente sono accomodante, cerco di cogliere la volontà di chi parla e se essa sembra contraddetta da ciò che dice tendo a giustificare, fino a prova contraria, con l’errore tecnico.

Ciò vale sempre, ma ci sono momenti in cui la ripetitività di questi episodi finiscono per rendere comunemente accettati, fino a considerare norma l’errore che si portano dietro.
C’è un caso, relativamente recente, che mi obbliga, per onestà intellettuale ad esprimere come la penso, senza tener conto di eventuali lesioni della sensibilità altrui.

Mi riferisco alla vicenda governativa italiana in rapporto a noi stessi e all’Europa.

Piano, piano, con una naturalezza preoccupante, l’opposizione al governo si sta caratterizzando come una specie di fronte unito con l’opposizione parlamentare, che identifica con l’Europa dei monopoli l’interesse preminente italiano.

Non è raro trovare nei commenti di persone chiaramente autodefinite di “sinistra”, argomentazioni che sembrano tratte pari pari dai discorsi di Brunetta, di Renzi e compagnia cantando.

Per questo mi chiedo se sia davvero chiaro che l’input al disastro sociale italiano ed europeo è stato proprio di quest’Europa e di queste forze politiche che hanno legiferato per produrlo.

Io non mi sento tradito dal Movimento 5s per la retromarcia sul bilancio nei confronti dell’Europa, perché non ho mai creduto che si trattasse di una forza politica antimperialista ostile all’imperialismo europeo.

Per questo rabbrividisco ai commenti di persone che hanno sempre osteggiato i cinque stelle da sinistra e che oggi gridano al tradimento.

Non è immensamente più logico considerarlo una conferma di ciò che si sapeva e che si denunciava ben prima del governo giallo verde?

Se non si trattasse di una situazione tragica per il paese, quando un meschino si riduce come s’è ridotta la componente governativa 5 stelle, la soluzione suggerita dall’umana pietà sarebbe quella del silenzio, ma non si può fare, per la semplice ragione che sono meschini, sì, ma lo sono per quel tornaconto personale (la poltrona) che dicevano di aborrire.

Gli onesti, quelli veri, posti di fronte all’impossibilità di realizzare il programma per cui hanno chiesto il voto si dimetterebbero.

L’ultimo caso che ricordo simile al loro è stato quello del Referendum di Renzi.

Il “se perdo mi dimetto” seguito dalla sua permanenza a dispetto della sua stessa parola.

Occorrerebbe pensarci quando si critica il governo pescando dalla sua narrazione attuale.

In questo contesto, il bombardamento su Salvini e la Lega sulle misure razziste e liberticide varate dal governo, omettendo la responsabilità paritaria dei 5s, equivale all’assolvere il PD per le misure predisposte da Minniti e votate dal PD stesso.

Nessuno si salva dal giochetto dell’inconsapevole scaricabarile, che prepara la strada a un ritorno dei soliti noti del PD, FI e quant’altro, nessuno, tantomeno chi invece lo sviluppa scientemente, attribuendo carattere di sinistra al PD e o allo stesso Movimento 5 stelle.

G Angelo Billia

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