NordEst trap

Siccome mi dicono che io non frequento ragazzi, che non so cosa fanno gli adolescenti, che non conosco mai nessuno, ecc ho deciso di pubblicare questo inguardabile estratto di trapper che si addestrano alla guerra.

Potrei narrare cose sconvolgenti su questi 20 giovani, ve ne dico solo due, per rendere l’idea di quanto sudore e umiliazione comporti passare dal sognarsi king del quartiere al tentare di darsi un minimo di preparazione militare.

La prima: in un campo di gioco lungo due stadi di calcio e qualcosa, dopo un’ora e mezza di lotta palmo a palmo per la conquista della piazza avversaria, io -dimentico di me stesso- utilizzo le ultime munizioni per coprire l’avanzata inarrestabile del mio fedelissimo bro verso la vittoria.

Stanco, sudato, con il caricatore al limite e la maschera sporca di fango che non vedevo più in là di un metro, esco dalla mia copertura e urlando “vai!!!!!!” al mio trap boy di fiducia attiro il fuoco su di me, mentre lui si alza, scatta e… dopo due metri si getta a terra con un polmone collassato, sputando cose ignote alla biologia, maledicendo me e tutta la mia stirpe fino alla battaglia di Lepanto.
La seconda: mentre avanzavo deciso ed elegante come uno spaccino che scappa dalle guardie in via Montenapoleone, il fidissimo Elia (sì, ci sono pure trapper che si chiamo così) esce dalla sua copertura, mi placca con ferocia inaudita gettandomi dietro una roccia, buttandosi sopra di me perché il fuoco nemico non mi colpisse.

Ammirato e anche un pelo perplesso di tanta cura nei miei confronti, gli chiedo “Ma che minchia fai bro?” e lui “stai giù che ti proteggo io. Aspettiamo finché non finiscono le munizioni” e io “Ma sei tutto scemo fra? Hanno caricatori da 500, non siamo in una battaglia vera” e lui “Sì, ma è più sicuro stare qui” e mentre io con un gesto della mano gli dico di non pensare a me, che io sono nato per l’azione, alzandomi in piedi per correre incontro ad onorevole morte tentando di stanare 5 avversari nascosti dietro ad un muro, lui con un gesto fermo mi prende per la mimetica e mi risbatte dietro la roccia, facendomi capire che la gang veglia su di te pure quando te la vorresti togliere dai maroni.

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