OLTRE LA NOSTRA BOLLA, IL TERRORE

OLTRE LA NOSTRA BOLLA, IL TERRORE

Vorrei riflettere su un argomento che mi rendo conto vasto, ma che mi pare sempre più urgente: c’è una parte (maggioritaria?) dell’Italia che vive totalmente disconnessa dal contemporaneo.

Rimasta indietro rispetto alla rivoluzione rappresentata dal web, dall’affermarsi dei valori neoliberali in economia e in politica, dalla nuova cultura tecnologica, vive in una miriade di microbolle sociali, culturali, economiche in cui coltiva una visione del mondo morta 20, 30 a volte 40 anni fa.

Per capirci è l’Italia di chi mette uno smartphone in mano ad un ragazzino di 11 anni pensando lo usi solo per telefonare, è l’Italia dei 50enni professionisti laureati che non sanno cos’è Instagram e su facebook non sanno distinguere un profilo fake da uno ufficiale, è l’Italia di chi crede nel mondo esportiamo ancora il buon cibo e il life style come era nell’epoca d’oro degli anni 70-80, è l’Italia di chi non ha mai sentito parlare di self branding e di start-up, ma compra la cena da Foodora e mette nelle mani di Facebook l’intera gestione della sua privacy.

E’ un’Italia trasversale geograficamente, culturalmente, politicamente, per reddito e grado d’istruzione, che della postmodernità non sa nulla, sopravvivendo perché si è creata delle nicchie ecologiche in grado di essere economicamente più o meno autonome rispetto all’esterno.

Questa Italia (maggioritaria?) vive con terrore ogni mutamento sociale e culturale, perché non ha gli strumenti per analizzarlo -figurarsi capirlo-, coltivando una nostalgia disperata per una non meglio specificata epoca d’oro dove il benessere si coniugava con sani principi morali condivisi.

E’ un’Italia che ha il mito della giovinezza ma odia i giovani quando criticano o innovano, perché li vorrebbe copie delle generazioni passate, li vorrebbe fedeli ad un mondo che non esiste più e che -orrore- non è mai esistito.

E’ l’Italia che ha rimosso gli anni di piombo, il consumismo sfrenato e autodistruttivo degli anni ’80, Mani Pulite, il berlusconismo, il comissariamento europeo guidato dal bocconiano Monti, come fossero serie passate su Netflix e la realtà fosse altro, fosse sempre altrove rispetto a quella accaduta e documentata dai dati ISTAT, dalle ricerche sociologiche, dalle esperienze terribilmente concrete di chi ha perso figli, amici, parenti, congiunti a causa del terrorismo, della tossicodipendenza, della depressione causata dalla condanna alla disoccupazione.

Questa Italia è terrorizzata e rancorosa, pronta ad esplodere al minimo fatto di cronaca, perennemente a caccia di demoni ed untori che infettano (o hanno infettato) il suo sano tessuto sociale.

E’ l’Italia secolarizzata che però è rassicurata dal presepe nelle scuole, è l’Italia dei “progressisti” che hanno crisi isteriche a sentire la parola “Ne*ro” sulla bocca del proprio vicino di casa, ma poi con l'”uomo di colore” non ci parlerebbero nemmeno sotto tortura considerandolo un alieno.
E’ un Italia che non è ancora stata rappresentata e su cui non si è riflettuto, reazionaria per disperazione e violenta per necessità di autoconservazione, incapace di pensare il futuro perché totalmente scollegata dal presente, distruttrice di quel che rimane del passato perché non riesce a distinguerlo dal presente.
Questa è l’Italia che vedo e descrivo, se a voi non piace, beh non piace neanche a me, ma sono costretto a viverci e quindi a capirla… se voi preferite campare qui ma guardare altrove, beh non siete fuori dal problema, ma diventate parte del problema.

 

Federico Leo Renzi

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