#OrientArti #ReginaElena #Cagliari

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“La campagna di comunicazione per l’orientamento del Fois Fois ideata e progettata dal corso di Grafica, recita attraverso delle figure di ex studenti diventati dei professionisti del mondo dell’arte, della musica e della cultura nazionale e internazionale “Mi dicevano non frequentare l’artistico”, perché questo? 
Proprio per affrontare in campo aperto certe pregiudiziali Cagliaritane (e non solo) che sotto traccia cavalcando disinformazione e ignoranza liquidano la questione del percorso di maturità liceale artistica con un perentorio: quello Artistico non è un Liceo.


In realtà chi afferma questo neanche sa cosa siano un Liceo Artistico e un Liceo Musicale, non sa neanche che cosa s’insegni e quali materie e discipline s’insegnino al Liceo Artistico e Musicale, non sa neanche che dalla Riforma Gelmini in poi tutto l’asse di formazione liceale è fondato da un percorso di formazione comune trasversale che si compenetra nelle materie d’indirizzo, in genere si liquida o si tenta di liquidare la questione nel nome del: e poi che lavoro farò?


Seriamente, vi viene in mente una cosa del mondo che ci circondi che non s’intersechi con un pensiero o un progetto creativo e artistico?


Vivete e vi muovete in spazi progettati da Architetti, guardate spot e film progettati da operatori audio video, i marchi che indossate connotano un’identità pensata da un grafico, le sedie su cui sedete e banchi su cui studiate e lavorate sono stati progettati da un Designer, e penso che nella casa di ciascuno di voi ci sia un artefatto (un quadro, una scultura, una ceramica) che decora esteticamente e con contenuto della memoria casa vostra, questo per non parlare della musica, tutti hanno delle proprie armonie e dei propri tempi ritmici e di ascolto della musica, altrimenti quanto sarebbe disarmonico il quotidiano?
Per cui passione, talento, vocazione e dedizione su tutto, non chiedete ai professori che vi fanno orientamento:
“Che lavoro potrò fare dopo?”
La scuola non è un agenzia di collocamento.


Chiedetevi quanto vi può appassionare e motivare un percorso o indirizzo di studio.

Il lavoro se ci si appassiona a ciò che si studia e si vive, si rappresenta in maniera naturale, ma costa sempre qualche sacrificio.”

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