Parlo mai di astrofisica? Di Biologia? Di neuropsichiatria? Di epigrafia greca? io non parlo di cose che non conosco

C’è una scena memorabile nel film Sogni d’oro (1981) di Nanni Moretti. È  una parte del film a cui penso spesso, soprattutto da quando, sul web, tutti possono dire quello che ritengono opportuno, molto spesso a sproposito. Nella scena che cito, Michele Apicella, alter ego del regista, esplode in una sacrosanta invettiva contro quelli che sproloquiano e pontificano su ogni argomento, senza un briciolo di umiltà, senza pudore per la loro incerta se non nulla preparazione: “Tutti si sentono in diritto, in dovere di parlare di cinema. Tutti parlate di cinema, tutti parlate di cinema, tutti! Parlo mai di astrofisica, io? Parlo mai di biologia, io?  Parlo mai di neuropsichiatria? Parlo mai di botanica? Parlo mai di algebra? Io non parlo di cose che non conosco! Parlo mai di epigrafia greca? Parlo mai di elettronica? Parlo mai delle dighe, dei ponti, delle autostrade? Io non parlo di cardiologia! Io non parlo di radiologia! Non parlo delle cose che non conosco! Non parlo di cose che non conosco”.

Nel corso di questa campagna elettorale ho sentito CHIUNQUE, ma proprio CHIUNQUE, parlare di arte, centri d’arte, arte pubblica, musei, collezioni, street art e accademia a Cagliari. Quella scena di Moretti mi tornava in mente Parlo mai di astrofisica, io? Parlo mai di biologia, io?  Parlo mai di neuropsichiatria? Parlo mai di botanica? Parlo mai di algebra? Io non parlo di cose che non conosco! Parlo mai di epigrafia greca? Parlo mai di elettronica? Parlo mai delle dighe, dei ponti, delle autostrade? Io non parlo di cardiologia! Io non parlo di radiologia!  È la società dello spettacolo, basta apparire e annunciare le cose, non conoscerle profondamente. L’alternativa sarebbe  ammettere di non conoscere e stare a casa, a studiare, lontano dai riflettori dei social. Ma così non si esisterebbe, chi mi vedrebbe se stessi a casa a studiare o lavorare? Nessuno. Quindi meglio apparire e sparare chiacchiere da bar a profusione.

Serve studiare? Queste persone vi risponderanno che no, non serve, il loro leader, Mr. Nutella, ha detto a un ragazzo: “non sei andato a scuola? Hai fatto bene!”.  E lui, infatti, non è andato al Parlamento europeo, nonostante il profumatissimo stipendio da 19.000 euro mensili, pagati da noi. Ma non voglio attaccare gli avversari su cose fin troppo ovvie.

Attenzione, però, alla trappola dell’ignoranza e dell’improvvisazione (mi viene in mente il loro amichetto Adolf, in visita al Louvre, quando confuse Michelangelo Buonarroti con Michelangelo Merisi, Caravaggio).  Queste persone che parlano di cose che non sanno, fanno l’elogio dell’ignoranza, dell’uomo della strada, vorrebbero che il loro aereo fosse pilotato da un dilettante? Che il medico specialista che li visita non avesse mai conseguito la laurea? Che l’ingegnere del ponte su cui transitano avesse il diploma di scuola media? Che si imparasse l’inglese da un A1? L’elenco è lungo. Ciascuno faccia il proprio mestiere, se ce l’ha. Altrimenti studi, si prepari, si specializzi, diventi bravo e inattaccabile. E stia meno sui social e più sui libri. Essere invisibili è un super potere, essere troppo visibili la strabanalità, alla lunga stanca. In Germania i politici che si sovraespongono sui media hanno una pessima reputazione: significa che non sono nei loro uffici. E non abbiamo bisogno né di impreparati né di assenteisti. Se tutti facessimo (e bene) il nostro mestiere, non sotto i riflettori di un social, il mondo sarebbe un posto migliore. Spero in un futuro in cui la sostanza trionfi sull’apparenza. Che non esistano scorciatoie, la vita (politica) non è un talent show. Anche perché sappiamo che fine fanno i partecipanti: si bruciano in fretta e finiscono nel dimenticatoio.

Concettina Ghisu è nata a Cagliari nel 1968. A ventidue anni si laurea con lode in Storia dell’Arte Moderna nell’ateneo della sua città, per proseguire gli studi a Milano dove, nel 1994 si diploma (con lode) alla Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte e delle Arti Minori dell’Università Cattolica. Dal 1991 al 1995 è cultore della materia al Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria, con Maria Antonietta Crippa, e professore a contratto di Storia dell’Architettura nella sede staccata di Lecco. Assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storico Artistiche dell’Università di Cagliari dal 1998 al 2000, nel 2001 è borsista ministeriale al CRS4, per la realizzazione di un data base multimediale sulla Sardegna romana. Recentemente ha partecipato alla schedatura della Collezione di Banca Intesa, unica referente per la Sardegna. Ha collaborato con la casa editrice Electa e pubblicato studi sull’architettura contemporanea per Marsilio, Jaca Book e Ilisso. Dopo il superamento a Roma del concorso ordinario per titoli ed esami ha ottenuto la cattedra di Storia dell’Arte al Liceo Artistico “Foiso Fois” di Cagliari.

 

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather