Peppe Della Volpe

Peppe Della Volpe

Quando e come ho conosciuto Peppe Della Volpe?

Nel 2007, quando mi trovavo tra l’inferno e il paradiso del sistema dell’Arte contemporanea, all’epoca ero già stato diffidato e allontanato dall’Accademia Di Belle Arti e da qualche suo Maestro, da ExibArt, da Achille Bonito Oliva dopo che aveva presentato il mio lavoro e ci si era confrontati in una trasmissione Rai, e dopo un anno di collaborazione con Flash Art (la prima rivista d’arte internazionale d’Europa) venivo allontanato e diffidato anche da Flash Art, venivo allontanato e diffidato da Flash Art per una mia visione dell’arte e dell’artista, dalla quale non mi sono mai schiodato di un millimetro dai tempi in cui ero studente d’Accademia; ossia che gli unici preposti ad affrontare le reali problematiche dei processi del fare arte contemporanea fossero gli artisti e che tutte le intermediazioni linguistiche tra gli artisti con il loro linguaggio e la comunità delle quali loro fossero espressione, fossero inutili, sostanzialmente allora (come oggi) ritenevo che le intermediazioni squalificassero il lavoro di ricerca degli artisti, nel nome di questo mi ero riproposto dalle pagine della prima rivista d’arte internazionale in Europa di dare voce e visibilità a tutti gli artisti sommersi e scartati di produzione di cui il sistema si nutriva, e di evidenziare come quotazioni e strategie di mercato da parte, tra il dentro e il fuori del sistema dell’arte, non ci fosse nessun distinguo qualitativo nella tecnica, nella ricerca, nel linguaggio e nel contenuto tra artisti; insomma mi feci esplodere come un kamikaze, chi l’avrebbe fatto?
Nel 2006 ero il prima artista indy ad avere una rubrica autonoma sulla principale rivista d’arte internazionale in Europa, con dei testi che entravano nelle principali gallerie d’arte del mondo, giravano tra i principali collezionisti, si tramandavano tra Fiere, Musei e Fondazioni, e invece di schierarmi a favore di tutto ciò che avevo sempre criticato (cavalcando magari un poco di AntiAccademismo che si sa, muove sempre il mercato privato) dalle pagine della testata che mi aveva assunto come collaboratore, continuavo a criticare quel mercato e quel sistema economico dell’arte di cui quella testata era il riferimento massimo in Europa?
Quello che scrivevo su Flash Art lo divulgavo in parallelo su Equilibriarte, una piattaforma indipendente (?) d’arte contemporanea che oggi ha cessato d’esistere (anche da quella fui diffidato e allontanato poi), e su quella piattaforma cominciai a elaborare l’idea di un Altro sistema dell’Arte possibile attraverso le interconnessioni tra artisti via web (provenivo dalla palestra del Mario pesce a Fore, passando per Indymedia e i centri sociali Officina 99 e il Laboratorio Okkupato s.k.a.).
In quel periodo avevo anche conosciuto la mia attuale moglie, compagna d’arte e di vita, Barbara Ardau, che neanche a farlo apposta, leggeva i miei testi su Flash Art ed era la vicina di casa e di pianerottolo del Direttore (lei allora viveva tra Milano e Cagliari e il suo compagno era un Maestro dell’Accademia di Brera), diventammo amanti, lei mi parlò della sua idea grafica pittorica, di rivedere il suo percorso d’artista e di vita, attraverso l’icona di Santa Barbara; Santa Barbara per chi non lo sapesse è la Santa Patrona di tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco, lei figlia di un Ingegnere minerario e cresciuta a pane e miniera; il suo lavoro si mosse in maniera autonoma con la mia presenza nascosta tra videoarte, grafica e pittura mixed media tra le principali gallerie Torinesi e Milanesi, io on line elaborai un’idea di arte autodeterminata e liberamente interconnessa, dove ciascuno artista potesse essere curatore d’altri artisti e organizzare li dove risiedeva una manifestazione d’arte internazionale saltando tutte le figure che monopolizzavano e intermediavano il linguaggio dell’arte; partimmo dalla Sardegna, da Senorbì, passammo per l’allora nascente Lineadarte Officina creativa e poi arrivammo ad Aversa, dove si propose di gestire l’Altro sistema Santa Barbara, l’artista Peppe Della Volpe.

http://www.cinquecolonne.it/la-1a-biennale-darte-contemporanea-della-citt-di-aversa.html

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