PER UNA DIDATTICA BONDAGE

PER UNA DIDATTICA BONDAGE

Ha fatto scalpore il caso della studentessa bendata che sosteneva un’interrogazione in didattica a distanza.
Ieri, proprio mentre leggevo scandalizzato la notizia chiedendomi dove cazzo andremo a finire, mi accingevo a contattare la classe su Meet per iniziare la mia sessione di filosofia on line.
Non vedendo nessuno, ho aperto altre finestre e ho iniziato a fare dell’altro al ritmo trascinante di sonorità techno-trance, dimenticandomi che avevo la webcam accesa e che gli studenti stavano arrivando alla spicciolata e assistevano attoniti a uno spettacolo che definire indecoroso è eufemistico.
Mentre eseguivo in mutande una coreografia degna di Don Lurio, ho realizzato che il led della telecamera era acceso.
Con totale disinvoltura mi sono seduto davanti alla mia postazione stoppando quella discutibile selezione musicale.
Ho quindi riaperto la finestra di Meet vedendo gli allievi che si scompisciavano dalle risate.
Dopo una frazione di secondo di comprensibile imbarazzo, ho riguadagnato tutto il mio savoir-faire e, con un’espressione grave e compita, sono entrato subito in medias res.
“Allora, stavamo dicendo. Hegel e il concetto di Aufhebung”.
La classe, all’unisono, si è immediatamente ricomposta e il silenzio e un’attenzione sibaritica e catafratta sono calati sull’aula virtuale.
Dissimulare.
Sempre.
Piero Tomaselli
Please follow and like us:
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather