PERCHE’ HO FATTO LA TERZA DOSE

PERCHE’ HO FATTO LA TERZA DOSE, E COME QUESTO PERCHE’ NON ABBIA NULLA A CHE FARE CON IL PROTEGGERMI DAL COVID
La settimana ho fatto il booster
Il perché della scelta è semplice:
per lavoro, essendo io un libero professionsita che si sposta parecchio.
Ma se il perché è semplice, meno è capire i vantaggi che mi ha portato l’iniezione.
I vantaggi dal punto di vista della mia salute sapevo fossero nulli già in partenza:
il booster garantisce piena protezione per 10 settimane, dopo si ritorna al punto di partenza.
Il booster in teoria, a livello “scientifico” (qualunque questa cosa ormai voglia dire) doveva essere il ponte verso la quarta dose “patchata” per Omicron, però ora scopro che il nuovo vaccino andrà in produzione per aprile/maggio, e arriverà in Italia verso l’estate, quindi se le prime dosi andranno ai fragili e agli over 60, alla mia classe d’età sarà permesso prenotarsi per l’autunno.
Quindi io perdo la protezione a metà aprile circa, e fino a settembre/ottobre rimango scoperto.
Sarò scoperto ma con il super mega green pass, che mi scade a Luglio.
Quindi i vantaggi sono prettamente lavorativi, ossia ho l’agognato super mega green pass.
Posso quindi fare solo 5 giorni di quarantena se risulto positivo, e fare l’autosorveglianza se entro in contatto con un positivo.
Però se risulto positivo perdo il pass, e quindi sono al punto di partenza, dato che recuperarlo non è semplice a quanto mi dicono i colleghi che stanno bestemmiando con la burocrazia per riaverlo.
Tuttavia i vantaggi sono molto relativi, per una serie di motivi che non dipendono in sé dalle leggi, ma dal clima sociale e dal lavoro che faccio. Incontrare i clienti diventa sempre più complesso: tutti ormai hanno capito che né il vaccino né il green pass offrono la sicurezza tu non sia contagioso, e quindi incontrare dal vivo qualcuno significa entrare in un terno al lotto fatto di lunghe discussioni su quante persone incontri, se prendi i mezzi o meno per arrivare al luogo dell’appuntamento, se hai incontrato o meno positivi negli ultimi giorni.
Contando l’alto tasso di contagi in Veneto, è facile immaginare come per un motivo o per l’altro uno dei due (o ancora peggio 3 o 4, se bisogna incontrarsi anche con soci e collaboratori) ha fra i suoi contatti recenti positivi.
Così gli appuntamenti si rinviano continuamente, il lavoro (con relativo saldo) pure.
Tolto questo problema ne rimane un altro.
Molti dei miei clienti o sono individui con fragilità, o convivono con individui fragili.
Quindi anche se sono trivaccinati evitano ogni contatto superfluo, perché sanno che al di là di quello che dice la “Scienza” di stato, se sei un fragile vaccinato e becchi il Covid non è detto non sviluppi sintomi gravi.
Poi c’è l’altra questione sul piatto: il long covid.
Tutti abbiamo avuto un collega con il long covid, e sappiamo che se non è certo piacevole fisicamente, è ancora peggio lavorativamente: per chi lavora con le idee su tempi strettissimi, sintomi come la nebbia mentale, l’offuscamento della memoria, la stanchezza cronica significano perdere le abilità base per poter lavorare, e lo stato ovviamente non riconosce né indenizza in alcun modo il long covid, dato che a malapena ne riconosce l’esistenza (il perché è facile da immaginare: costerebbe troppo a livello previdenziale).
La ciliegina sulla torta è stata la svolta di gennaio voluta dall’esecutivo Draghi: lasciar correre Omicron, allentando la profilassi e riaprendo tutto il riapribile.
Se questo a livello formale è un favore fatto all’economia, a livello sostanziale i vantaggi sono molto limitati:
la sensazione che lo stato nel pieno della quarta ondata se ne freghi se ti contagi o meno, ha amplificato la sensazione che si è totalmente abbandonati dalla collettività, e viga l’ognuno si salvi come può.
In questo contesto salvarsi significa due cose: evitare ogni contatto non indispensabile con l’altro, e risparmiare ogni euro possibile in vista della possibile malattia.
Non mi vergogno a dire che io sono il primo a ragionare così: tutto ciò che posso fare in remoto lo preferisco, ogni euro che guadagno lo blindo in banca come fondo emergenza nel caso non potessi più lavorare… e come me centinaia di migliaia di altre persone, regolarmente trivaccinate e regolarmente abbandonate dallo stato che ha di meglio a cui pensare rispetto alla nostra sopravvivenza biologica ed economica.
Federico Leo Renzi