Perché non investire sugli artisti residenti?

Leggiamo sul profilo facebook del sindaco di Cagliari Massimo Zedda:

“A Cagliari un nuovo spazio culturale.

Restituiamo ai cagliaritani e ai turisti un pezzo importante di storia della città.

I grottoni dei Giardini Pubblici, rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale, diventano luogo d’arte, di esposizione e di sperimentazione culturale.

Domenica alle 12 l’inaugurazione con Maria Papadimitriou (l’artista che ha rappresentato la Grecia alla Biennale di Venezia 2015) con un lavoro su Antonio Gramsci.”

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Su altri profili di governo della giunta invece si leggono cose come:

“Grande giornata per ‪#‎Cagliari2015‬: dopo anni di intensissimo lavoro vengono restituiti alla città gli straordinari Grottoni dei giardini pubblici, nuovo spazio espositivo dedicato alle residenze artistiche e al contemporaneo. Inaugurazione domenica alle 12 con lo straordinario lavoro di Maria Papadimitriou su Gramsci.

Stay tuned!”

 

 

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O cose come:

“Da oggi Cagliari ha un nuovo spazio per l’arte contemporanea. 
Nei Grottoni dei Giardini Pubblici nasce CARTEC (Cava Arte Contemporanea).
Un cantiere aperto che prende subito vita: si parte questa domenica alle 12 con il progetto “Le Ceneri di Gramsci” dell’artista in residenza Maria Papadimitriou, rappresentante della Grecia alla Biennale di Venezia 2015.

Sarà poi il turno di “The Cave”, progetto a cura di Cristian Chironi che verrà sviluppato durante il suo periodo di residenza trimestrale a Cagliari.

La fine di un anno è un nuovo inizio!”
‪#‎cagliari2015‬

 

Adesso, ragionando oltre gli spot e la propaganda politico elettorale sull’arte e la cultura d’area PD (“con la cultura si mangia”),  qualche domanda verrebbe voglia di farla, che so, domande come:

Possibile che non si pensi alla valorizzazione degli Artisti Residenti a Cagliari?

Poli di valorizzazione sulla ricerca e i linguaggi dell’arte contemporanea nell’isola sono fondamentali,  ma Cagliari da questo punto di vista sembra abbia una “visione”, appare  indietro rispetto a quanto avviene altrove.

Sembra trovi cool investire sull’idea del giovane artista “internazionale” che legge la realtà isolana per tre settimane e poi va via. 

Ma non è un atteggiamento culturale lievemente provinciale per una candidata Europea e una Capitale Italiana della cultura come atteggiamento?

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