Picasso non è nato a Cagliari!

Picasso non è nato a Cagliari!
 
Tutti potenzialmente possono essere artisti e tutti siamo artisti nella nostra professione se la facciamo bene, in questa Warholiana e Beuysiana verità, c’è molto dell’analfabetismo artistico social di questo millennio.
Si nega il valore dell’alta formazione artistica, senza ponderare che l’Alta Formazione artistica sia la vetrina reale in una comunità per un giovane artista in formazione; dove se non in un’Accademia, si ha la possibilità istituzionale di farsi osservare mentre si lavora?
In un’Accademia non si espone un prodotto, quotidianamente si lavora sui propri processi cognitivi tradotti in azione creativa; si diviene con l’esercizio quotidiano, un laboratorio creativo individuale in un percorso laboratoriale collettivo e connettivo.
La formazione artistica ha bisogno di un pubblico interessato, l’artista si educa con il suo pubblico, e il pubblico di partenza è la comunità di giovani artisti con uno spazio di ricerca in comune; quale spazio migliore per comprendere come sia dovere di ogni artista trovare e ricercare un’espressione adeguata per trasmettere la propria comunicazione artistica a quante più persone è possibile?
In quest’ottica l’Accademia è da considerare come un filtro di contenuti comuni.
In Accademia l’artista in formazione si autoeduca da solo a non pubblicizzarsi patologicamente da solo, l’arte non è mai squallidamente autocelebrativa, il focus di formazione sull’artista non è mai sulla sua fama o sul suo successo, non basta fare bene il proprio lavoro per trovarsi un pubblico fuori il proprio studio, il pubblico cresce, si forma e si sviluppa, partecipando al lavoro di un artista.
L’artista per essere trovato deve essere trovabile; nella Cagliari contemporanea in quale luogo di preciso è possibile trovare un giovane artista?
L’artista non lavora in privato per farsi scoprire, vi faccio un esempio da niente:

Pablo Picasso, perché lascia Barcellona per Montmatre a Parigi, perché costretto?

No, a Montmatre c’era una comunità d’artisti alla quale ambiva a mostrarsi, partiva per “vivere come un povero ma un sacco di soldi”, il padre insegnava in un’Accademia, un’Accademia c’era a Barcellona come a Parigi, ma a Barcellona d’adolescente viveva un ambiente sociale e culturale che gli consentiva d’incontrare artisti vecchi e giovani nelle caffetterie e nei locali; capite?
E’ nato in un contesto dove era all’ordine del giorno che artisti formati o in formazioni si riunissero e discutessero; la prima esposizione personale Picasso la fece non a Parigi, ma a Barcellona, da studente nel locale “Els quattre gats”, una taverna Catalana arredata con piastrelle come da tradizione; per la mostra realizzò anche il suo poster copertina, poster che poi divenne copertina del menù del locale, capite? Picasso era un artista, per formazione adolescenziale, da sempre abituato a lavorare in pubblico per la sua comunità.
La pratica in pubblico per Picasso fu, in partenza da Barcellona, la marcia in più verso Parigi; l’educazione all’arte della pratica e del lavoro in comune, l’avrebbe fatto fiorire ovunque.
Concludo: l’artista ha un solo grande strumento per crescere e perfezionare il suo talento, lavorare in pubblico, rendere pubblico il proprio processo lavorativo e migliorarlo, questa è l’Accademia di Belle Arti che Cagliari non ha mai avuto.
L’artista va educato a offrire il suo processo creativo come dono al mondo, altrimenti ha come unica alternativa quella di farsi imporre da una rete di mercato (come i “fenomeni disobbedienti” delle case d’aste Banksy e Ai Weiwei), ma il mercato come imposizione resta ermetico al pubblico, l’artista deve invece essere messo in condizione di costruire la propria base creativa per gli anni a venire.
A proposito Accademia vuole dire anche educare in formazione alla sopravvivenza di se stessi come artisti, l’artista in formazione deve sapere capitalizzare e guadagnare da ciò che crea (anche il termini di reputazione); il business fa parte dell’arte e dell’artista, Accademico o anti Accademico che sia, l’artista deve sapere padroneggiare il denaro, o non è così?
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